Teatri di Pietra Lazio, apre l’Anfiteatro di Sutri

Una vera chicca. Si apre il sipario sulla rassegna Teatri di Pietra Lazio: la rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo, con varie aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito, ideata da Circuito Danza Lazio e Pentagono Produzioni, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma per l’Arco di Malborghetto e con la Soprintendenza dell’Etruria Meridionale per l’Anfiteatro di Sutri, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio e il Comune di Roma – XV Municipio.
In scena per la XVI edizione, opere in cui il tema Classico e del Mito diventano “materia sensibile” per approcciare il contemporaneo attraverso il rito del teatro. Un percorso che unisce arte, cultura, storia e paesaggio, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il patrimonio storico-paesaggistico italiano, grazie anche al contributo di enti pubblici e privati. La fruizione del luogo si accompagna ad una rinascita dell’idea di comunità, come rete di persone unite nella condivisione di pensieri e ideali. Una proposta diversificata e la presenza di alcune tra le compagnie più rappresentative e artisti di rilievo internazionale, confermano la rassegna come una tra le più propositive e interessanti della stagione. Tra gli ospiti della kermesse, diretta da Aurelio Gatti: Sebastiano Tringali, Maurizio Panici, Raffaello Simeoni, Galatea Ranzi, Barbara De Rossi, Tato Russo, Maria Rosaria Omaggio, Maurizio Donadoni, Hal Yamanouchi e Giancarlo Sammartano.

Ad inaugurare la nuova edizione, il 4 Luglio nell’Anfiteatro di Sutri e in replica il 5 Luglio nell’Area Archeologica di Malborghetto, in prima nazionale “Kiron Cafè” per la drammaturgia di Sebastiano Tringali e Aurelio Gatti. Ispirato al mito di Kirone il Centauro, metà cavallo e metà uomo, rappresenta la conciliazione tra la natura animale e quella umana. Giasone e Achille furono suoi allievi, a cui tra l’altro insegnò la saggezza, la bellezza e la medicina. Tuttavia la conoscenza di cui Kirone è Maestro, determina anche la consapevolezza del dolore, che accomuna i suoi allievi. Crudele sarà il destino che colpirà questo centauro buono, che per un errore di Ercole, sarà colpito da una freccia avvelenata, senza poter morire poiché immortale. La sincronicità mitologica e simbolica crea il parallelismo di questo Mito con quello di Prometeo, che si ritrova incatenato al Monte Caucaso, come punizione per aver donato il fuoco agli uomini. I due personaggi rappresentano entrambi la ribellione, la necessità di cambiamenti, l’innovazione e la libertà che si concretizza attraverso la partecipazione. Significativo in tal senso il gesto di Kirone, che chiede a Giove di graziare Prometeo in cambio della sua immortalità, per restituire all’umanità la possibilità di scegliere il proprio destino. Scintilla intelligente e dinamica del divino, destinata ad illuminare il buio dei diversi tempi che si susseguono nel percorso di vita dell’umanità e capace altresì di anticipare il sempre imminente ed incalzante futuro, quasi a trasformare la temporalità in eternità. Kirone è un essere saggio e autorevole, perfetto conoscitore della natura, delle sue leggi e della psiche umana, della quale si fa terapeuta, attraverso l’insegnamento e l’esempio, alla conoscenza di se stessi e della comunità. Ponte ideale tra il vecchio e il nuovo, Kirone è simile al momento in cui la luce e il buio creano l’attimo fermo, l’attimo in cui ciò che è invisibile appare e ciò che è visibile può scomparire. L’attimo in cui il cavallo Kirone diventa uomo ma anche il contrario.
Archetipo del guaritore ferito, rappresenta le nostre fragilità, fisiche, emozionali, spirituali e al contempo la nostra guarigione, sfida a un “sistema globale” anestetizzante e falsamente “rassicurante” che sta avanzando. Il processo di guarigione dovrà pertanto affondare in radici profonde che l’individuo non potrà demandare a un semplice farmaco.
Il caffè Kiron è simbolicamente ambientato in una striscia di confine tra Europa e Mediterraneo, tra Occidente e povertà, tra mondi senza transito e avventori, come Aiace, Achille, Aristeo, Asclepio, Atteone, Ceneo, Enea, Eracle, Fenice, Giasone, Oileo, Palamede, Peleo, Telamone, Teseo. Una commedia di danza, teatro e musica, un’ironia amara in cui Chirone, maestro di arti curative e saggezza, e Prometeo, colui che ha donato il fuoco agli uomini, riaprono il tema della scelta dell’Uomo e della sua volontà di vedere…ciò che non c’è.

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale
Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma
Regione Lazio – Assessorato alla Cultura
Città di Sutri
Comune di Roma – XV Municipio
Ideazione e Realizzazione
Circuito Danza Lazio e Pentagono Produzioni Associate
nell’ambito della Rete Teatrale dei Teatri di Pietra.

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