Sunblack: anti-age e afrodisiaco è il pomodoro nero Unitus

sunblack

Cuore di Bue, Dolce di Piccardia, Pachino, il Roma con le sue varianti dal Costoluto fiorentino al Manduria e il Piennolo del Vesuvio, San Marzano, Seno di Venere. Si fa presto a dire pomodoro, quando dietro, invece, c’è un universo di forme e colori: rosso sì, ma anche rosa, giallo, bianco e perfino nero. È il re delle nostre tavole, ingrediente indispensabile della dieta mediterranea, un concentrato di sapore e di salute.
E in continua evoluzione, perché c’è chi al pomodoro dedica studio e ricerca inventando incroci sempre nuovi con proprietà che vanno dall’afrodisiaco all’anti-age. La nuova tendenza è il pomodoro nero, rigorosamente non Ogm, dalle proprietà anticancro, nemico dell’invecchiamento e amico del cuore grazie alle alte concentrazioni di vitamine, antiossidanti e antociani.

È il caso del Sunblack, il pomodoro nero, anche questo non Ogm, che unisce le qualità del pomodoro con altri frutti dalle eccezionali proprietà antiossidanti, come uva nera, mirtilli, fragole,ciliegie – Il pomodoro nero Sunblack è infatti ricco di antociani, normalmente assenti nel pomodoro.

Nato nei laboratori dell’Università della Tuscia di Viterbo, Scuola Superiore Sant’Anna, Università di Pisa e Università di Modena e Reggio Emilia, è un superalimento che riunisce i benefici dell’ortaggio e dei frutti di montagna.

Il Sunblack si sta diffondendo soprattutto grazie al lavoro dell’Università della Tuscia a Viterbo, ed è proprio in questa zona che si sta creando un vero e proprio movimento che vede protagonisti il Coni Lazio e i circoli Aics (Associazione italiana cultura e sport) che lo hanno eletto simbolo della campagna a favore della ricerca in agricoltura Non Ogm coltivandolo presso i propri circoli.
I pomodori neri non sono una novità, ma vantano degli avi d’eccezione.
Ne esistono infatti anche tra le varietà più antiche, il più noto è il Nero di Crimea, ma ci sono anche il Black Cherry, il Black Zebra (una delle varietà più antiche, variante del ciliegino dalla buccia nera e zebrata) e il Cherokee Purple, probabilmente già usato dai nativi americani.

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI