Sulle antiche vie. Nel Cavo degli Zucchi, in prossimità di Falerii Novi

Le strade consolari, hanno permesso ai Romani di diventare la potenza che conosciamo. Un parallelo è opportuno con l’attuale rivoluzione digitale, che, di fatto, ha annullato le distanze tra i popoli, e reso i giganti dell’informatica i veri conquistatori del nostro tempo. Ma i vecchi basolati ai bit, loro hanno un’anima, hanno visto passare epoche, uomini, storie di pace e di guerra. Camminare nel Cavo degli Zucchi, in prossimità di Falerii Novi, è un’esperienza unica, la via Amerina si presenta in un ottimo stato di conservazione, con una serie di tombe monumentali, scavate direttamente nel banco tufaceo ai lati della strada. Circondata da una natura che mantiene intatta tutta la bellezza delle nostre terre. Il tracciato della via Amerina, che prima iniziava da Veio, una volta distrutta dai romani intorno al 396 a.C. venne collegato a Roma partendo presumibilmente, come per la via Clodia, da ponte Milvio. Il percorso accrebbe la sua importanza nel basso medioevo, poiché divenne l’unico collegamento rimasto aperto per i Bizantini tra Roma e l’Esarcato di Ravenna, stretto tra i territori occupati dai Longobardi, era il cosiddetto Corridoio Bizantino. Questa in sintesi la storia. La vera storia è oggi quella che possiamo scrivere noi, con, i nostri passi, le nostre emozioni, percorrendo queste antiche vie,facendole rivivere. Ci condurranno in posti non segnati sulla mappa, luoghi dell’anima che non ci aspettavamo di trovare o meglio che non immaginavamo nella loro autentica sembianza.

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