Studenti in “scuola-lavoro” usati per la festa con il Ministro

Riceviamo e pubblichiamo:

Il PRC di Viterbo denuncia il ‘normale degrado’ cui si può arrivare quando la Scuola – l’Istituzione formativa pubblica – viene avvilita a cosa nostra, trasformata in agenzia di cambio, in azienda di regime.
Il fatto è noto, ma vale la pena di ricordarlo: succede che a Viterbo arriva la ministra del MIUR Fedeli ad un meeting festarolo del PD. Per il grande pranzo servono camerieri, ma il Partito Democratico non dispone più di volontari per queste circostanze. Allora uno zelante prof, che ha capito come va il mondo, insegnante all’Istituto Alberghiero di Caprarola, fa un “appello” ai propri studenti, promettendo crediti formativi (come da lessico bancario introdotta dalla riforma di Luigi Berlinguer). Rispondono dieci ragazze e ragazzi, che arrivano a Viterbo senza sapere che si tratta di un ‘banchetto’ del PD – al quale partecipa anche la Dirigente scolastica dell’Istituto di Caprarola – e lavorano per sei ore, in cambio di una promessa di crediti; la quale, fra l’altro, non potrebbe mai avere effetto, in assenza di una delibera di Consiglio d’Istituto e di Collegio Docenti in cui si stabilisca che servire ad una festa di partito dia diritto a crediti formativi. Evidentemente il PD considera studentesse e studenti manodopera gratuita; e del resto è proprio questa la logica della cosiddetta “alternanza scuola-lavoro”. Ma è ancor più preoccupante che in Italia esistano scuole in cui preside e insegnanti possano comportarsi in modo così ripugnante nei confronti di ragazzi che le famiglie hanno affidato alla loro tutela morale e alla loro competenza.
La presenza della titolare di un Ministero (che una volta si chiamava della Pubblica Istruzione) dà a tutta la vicenda una luce grottesca: una foto di regime che pensavamo di non dover più vedere, e che invece una aziendalizzazione strisciante e totalizzante della società e dello Stato prospettano come modello alle nuove generazioni.
S’intende che la nostra denuncia è politica. Ma aspettiamo fiduciosi qualche segno di indignazione dalla cosiddetta società civile, a sostegno di un’azione giudiziaria da parte dei genitori degli studenti-camerieri.
– Fed. provinciale del PRC-SE

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