Stefano De Dominicis racconta il T Bar Caffè, dove accoglienza e cura del dettaglio sono tutto

Diego Galli

Sono trascorsi pochi giorni dal secondo anniversario del T Bar Caffè, luogo di relax e ristoro che fin dal principio vede al suo timone Stefano De Dominicis. Il giovane imprenditore, originario di Monterosi, è il protagonista della nostra nuova intervista.

“Lavoro stabilmente a Viterbo dal 2010 ormai, ma la mia esperienza nel mondo della ristorazione è cominciata da giovanissimo, con un saltuario lavoro estivo in un bar di Monterosi. È proprio grazie a questa primissima esperienza che compresi quale era la mia vera passione”. Sono questi i primi passi che Stefano ci ha raccontato, non mancando di ringraziare Alessio Spagnuolo, quello che per lui è stato una sorta di mentore, uno tra i primi che ha saputo indirizzarlo su quella che sarebbe stata la sua futura strada. Tra un’esperienza lavorativa e l’altra, non sono però mancati anche degli studi specializzati presso l’Istituto Alberghiero di Caprarola, dove ha ottenuto un attestato di qualifica che lo avrebbe poi aiutato ad aprire una sua attività.

“Successivamente mi sono dedicato anche al catering, un passaggio molto importante nella mia carriera, grazie al quale ho imparato ad affrontare ogni situazione, anche se essere ‘protagonisti’ per due ore non è esattamente come lavorare in un bar, dove sei sempre al centro di tutto”. Il curriculum di Stefano, come ci hanno permesso di capire i suoi racconti, ha continuato a raccogliere esperienze fino a garantirgli la sicurezza di entrare nel capoluogo della Tuscia con un’idea ben precisa e cominciare a mettere in gioco le sue capacità con la gestione del bar della clinica Nuova Santa Teresa. Qualche anno dopo, nel 2016, avrebbe raggiunto le basi necessarie per aprire il T Bar Caffè di via Carlo Cattaneo insieme a un socio, Stefano Maccio.

“Il T Bar è stato il mio primo vero trampolino di lancio dentro Viterbo, un miglioramento che mi ha permesso di crescere ulteriormente. Il nome lo abbiamo scelto quasi per scherzo, ma già dopo i primi mesi ci siamo resi conto che la cosa piaceva ai clienti. La lettera T sta, ovviamente, per terrazza, uno spazio esterno che caratterizza il nostro locale e sul quale puntiamo sempre moltissimo, con l’intenzione di lasciarlo sempre aperto e senza ostacoli, così che riceva il sole tutto l’anno”. Fin dall’inizio, qualità e professionalità sono state le parole d’ordine per Stefano e il suo team, che continuano ogni giorno a mettere il cliente al centro dei loro sforzi, puntando su un servizio al tavolo veloce e dal sorriso sempre sincero. Il T Bar, come ha continuato a spiegarci il suo ideatore, offre a chiunque un luogo di relax dove poter concedersi una colazione di prim’ordine.

Oltre alle colazioni, altro punto forte del locale è l’aperitivo: “Il nostro non è il classico buffet, ci affidiamo piuttosto a un tagliere per singola persona, composto da crostini, bruschette e affettati di prima scelta. Abbiamo optato per questa soluzione anche per distinguerci un poco e attirare quella clientela che non gradisce troppo la massa di persone che si accalcano. All’inizio è stata una bella avventura, perché la gente non era abituata alla nostra idea di aperitivo, ma già dopo i primi sei mesi abbiamo visto un netto cambiamento: avevamo conquistato la nostra nicchia”. La collaborazione con Eurofood, come ha continuato a illustrare Stefano, è stata fondamentale, perché ha garantito l’accesso a dei prodotti di ottima qualità, proprio come il caffè: “Volevamo trovare un connubio tra il gusto deciso che piace ai viterbesi e una qualità maggiore. Abbiamo trovato un prodotto più delicato, il Pellini, già presente su Viterbo, ma poco diffuso, una miscela che non stanca mai e che può essere preso anche più volte al giorno”. Parlando con il giovane gestore, quello che traspare chiaramente è che la cura del dettaglio è un mantra che ogni giorno viene ben scandito all’interno del T Bar. Questo viene dimostrato da piccole cose, come il caffè servito separatamente dal latte – così che ogni cliente possa personalizzare come vuole il suo latte macchiato – e dalla costanza con la quale è stato possibile perfezionare ogni tipo di servizio offerto.

Tassello dopo tassello, il perfetto mosaico del bar ha cominciato a prendere forma, fino ad arrivare al servizio del pranzo: “Per quanto riguarda i pranzi ci siamo affidati ai prodotti di ‘Gigi & Mena’, uno degli alimentari storici di Viterbo. Da noi la clientela può trovare piatti anche molto sfiziosi, come il Millefoglie di salmone, un piatto fresco e buonissimo per il palato. Abbiamo voluto procedere per step, senza fretta. In questo modo siamo cresciuti costantemente e oggi, oltre a noi due, ci sono anche sei ragazzi: Giulia, Giulio, Francesca, Nicoletta, Bernardo e Federica. Abbiamo scelto di partire in silenzio, da soli e senza neanche un’inaugurazione. Il passaparola e l’accoglienza sono state le cose che ci han permesso di distinguerci e il rapporto che abbiamo instaurato con i nostri clienti ha fatto il resto. Io sono il tipo che viene da te a chiederti com’era la colazione e come mai non hai finito il cornetto che avevi preso. Non mi piacciono i complimenti, preferisco le critiche, quelle vere, perché mi consentono di continuare a migliorare costantemente e creare un clima di fiducia, addirittura famigliare, con i miei clienti”.

Il tanto impegno, come poi ha tenuto a specificare Stefano De Dominicis, è stato ripagato da altrettanti piccoli dettagli, questa volta giunti dai clienti stessi: “Vedere un cliente che sotto le feste arriva per portare un pensierino, o una mancia, a noi e ai ragazzi è qualcosa di bellissimo. Vuol dire che è riconoscente del nostro lavoro e questo tipo di rapporto è una delle cose più belle che il nostro lavoro possa offrirci. Tutto questo ci sprona a continuare ad aggiornarci, a inserire delle novità. Una cosa alla quale stiamo lavorando, per migliorare ulteriormente il servizio alla clientela, è quello di integrare ancora più opzioni per chi ha delle intolleranze”. Con questo grande lavoro, il T Bar Caffè si prefigge di diventare un vero “salotto”, dove il cliente possa trovare una musica di sottofondo, non invadente e prodotti aggraziati e genuini, così che si possa leggere un libro in santa pace, fare delle chiacchiere in compagnia o evadere per l’istante di un caffè dal trambusto quotidiano. Proprio per questi motivi, il bar ha eliminato slot machine e gratta&vinci, prodotti che, purtroppo, sono soliti attirare un certo tipo di clientela. Allo stesso modo, per la tutela della quiete, si evita di servire superalcolici di mattina. Un’opera di fino, che ha richiesto una certa dose di perseveranza.

Parlando del futuro, Stefano ci svela che prossimamente il T Bar ospiterà degli eventi dedicati alla degustazione: “Presto partiremo con dei progetti con prodotti a Km 0, che permetteranno alla clientela di gustare i sapori della Tuscia. Si tratterà di un appuntamento al mese, con il quale offriremo un aperitivo ‘a tema’ alla nostra selezionata clientela”. In occasione di questi eventi – si partirà presumibilmente a febbraio –  il locale permetterà ai presenti di scoprire accostamenti di sapori scelti ad hoc, atti a mettere in risalto la qualità e l’ampia varietà di prodotti che il nostro territorio offre ad abitanti e turisti, ma che molti ancora ignorano. Dal vino alle castagne, fino alle tante varietà di latticini e birre artigianali, l’aperitivo del T Bar permetterà a molte realtà locali di farsi conoscere a Viterbo e di incontrare la domanda di molti potenziali consumatori: “Sarà un percorso che faremo insieme, con una decina di appuntamenti all’anno”.

“Non bisogna mai fermarsi, ma restare in movimento e continuare a formarsi”: il pensiero di Stefano, che emerge al termine dell’intervista, è facilmente applicabile a ogni realtà. L’importante è continuare a crescere e conoscere sempre più cose. Intanto, grazie a Stefano e al T Bar, miglioreremo presto la nostra conoscenza della Tuscia.

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