Spazio Corsaro: Glicine un’ evocazione intensa di Pietro Benedetti

Lasciato ormai alle spalle un “Tè alla torre” che ha prodotto più di ottanta spettacoli tra teatro, danza, musica, performance, documentari, video arte, incontri di poesia e letteratura, mostre di pittura e fotografia, coinvolgendo artisti provenienti dall’Italia, ma anche da Francia, Olanda, Georgia, Germania e Inghilterra. oltre tremila presenze di pubblico, proveniente dalla macro regione, il “Gruppo Roccaltìa Musica Teatro” nato per volere dell’erede dell’artista Graziella Chiarcossi prosegue con fermezza in questo anno il proprio cammino con Spazio Corsaro in altra locazione ma sempre nel regno di Pasolini a Chia.
Sabato sera l’attore Pietro Benedetti ha celebrato i versi de IL GLICINE di Pier Paolo Pasolini nel borgo antico di Chia. Una lettura densa di significati, ricercata nella dizione e intensa nelle emozioni, che l’ascoltatore ha rivissuto tra forre e pietre antiche consumate dal tempo, tanto care all’autore. La passeggiata poetica è stata preceduta dalla presentazione del libro di Ester Basile “Pasolini Indomito Corsaro”, una dimostrazione di come a distanza di tanti anni l’arte del poeta, regista scrittore sia ancora viva e quanto il pensiero corsaro sia ancora attuale. La proiezione del Video di Grazia Morace “Pier Paolo Pasolini: il selvaggio dolore di essere uomini” della Biblioteca di Terni una opera interessante che ripropone la vita dell’artista avvicendando poesie e brani di film, con un ritmo e una profondità, che cattura lo spettatore. www.roccaltia.it
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IL GLICINE
La vita esplode, col fiorire dei glicini, sui muri di villa Sciarra. Una visione dolce e misteriosa che ridesta i sensi del poeta, la sua vitalità. Ma la sua è una vitalità disperata, minata dal pensiero della morte. Il vaneggiamento dei sensi convive con il sentimento della sconfitta, del vuoto provocato dalla fine del sogno, della fede nella ragione e nella storia. E c’è anche la rabbia angosciata di fronte ad una realtà che sta diventando sempre più disgregata e amorfa.
Lo spettacolo va a carpire la crisi lacerante del poeta e la contraddittorietà di una realtà che rifiuta.
Pietro Benedetti

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