Sotto accusa. Dal cinema: No alla violenza sulle donne

Si chiude la rassegna Cinema di genere promossa dall’Associazione Mafalda e le altre per sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne. La rassegna, partita a ottobre, ha visto alternarsi due appuntamenti mensili ogni volta dedicati ad una tematica di approfondimento diversa: la donna nella società, la donna e i suoi diritti, la violenza domestica e l’amore malato, la violenza sessuale.

Dopo la proiezione de “Il vestito da sposa” del 13 febbraio, mese dedicato all’approfondimento del tema della violenza sessuale, venerdì 27 febbraio alle 21, presso l’Aula Magna di via Francesco Petrarca a Civita Castellana, sarà la volta di “Sotto accusa”.

È un film drammatico del 1988 diretto da Jonathan Kaplan con protagoniste Jodie Foster e Kelly McGillis. È ispirato ad un fatto autentico avvenuto in un bar di New Bedford, Massachusetts, nel 1983, di cui fu vittima la giovane Cheryl Araujo. Sarah Tobias, cameriera in un bar con una pessima reputazione, una sera viene violentata nel locale da tre ragazzi, tra l’incitamento generale degli avventori. Il procuratore Kathryn Murphy si occupa del caso, e accetta un patteggiamento per lesioni colpose, escludendo così lo stupro per i tre aggressori. Spinta dalla vittima però, con la quale instaura pian piano un rapporto di solidarietà, si rende conto di aver condotto superficialmente il caso e decide di portare in tribunale anche tutti gli uomini che hanno istigato i tre alla violenza. La causa viene vinta e oltre a far mandare in prigione gli istigatori, ottiene il risultato di far aumentare la pena da scontare ai tre stupratori e la modifica dell’imputazione da lesioni colpose a violenza sessuale.

Il film, che include una sequenza traumatizzante e realistica della violenza a Sarah Tobias, è stato uno dei primi lavori di Hollywood a testimoniare così esplicitamente il tema dello stupro. È un film molto attuale che fa riflettere, si concentra sul tema della violenza sessuale, degli stereotipi sociali, del disagio e della violenza fisica e psicologica, rendendo tutti questi temi facili da seguire e facendo immedesimare lo spettatore, che si sente frustrato dal comportamento di questi uomini e dall’ingiustizia nei confronti della protagonista.

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