I sindaci della Tuscia a Montecitorio

Il 7 novembre  scorso si è tenuto l’incontro con la Presidente della Camera dei Deputati e una folta rappresentanza di sindaci, provenienti da ogni Regione d’Italia, tra i questi quelli della Tuscia:  Francesco Bigiotti (Bagnoregio), Emanuele Maggi (Bassano Romano), Angelo Ghinassi, (Acquapendente), Elena Tolomei (Blera), Lina Novelli (Canino) e Mirco Luzi (Castiglione in Teverina). Seicento in tutto. Presenti all’incontro il Ministro dell’interno Angelino Alfano, il Sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Claudio De Vincenti, i presidenti delle commissioni parlamentari Ambiente (Ermete Realacci), alla Cultura (Flavia Piccoli Nardelli), agli Affari Sociali (Mario Marazziti), il Presidente dell’ ANCI (Antonio Decaro) è il Presidente del consiglio nazionale ANCI (Enzo Bianco).
I temi affrontati hanno attraversato tutte le principali problematiche degli enti territoriali, a partire dalla ricostruzione post terremoto. In particolare il piano Casa Italia, il piano di messa in sicurezza delle scuole. Toccanti gli interventi dei sindaci di Norcia, di Amatrice e di Ussita.
Altro tema toccato, collegato in parte al primo, è stato quello della salvaguardia e rilancio dei piccoli comuni, evitando l’atrofizzazione di cui sono vittime da molti anni, permettendo loro di continuare l’opera di presidio del territorio e continuità delle tradizioni.
Altro tema, quello culturale in generale e del rilancio della cultura e degli investimenti, in particolare rivolti ai giovani.
Particolarmente sentite le problematiche inerenti il welfare, casa e lavoro in testa. Si è parlato anche di pari opportunità e della condizione femminile sia rispetto al lavoro che alla protezione contro la violenza.
Trasversale a tutti i comuni il tema dello smaltimento dei rifiuti e della salvaguardia ambientale.
Infine, è stato affrontato il problema dell’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Su questo punto il Ministro Alfano ha convenuto che le attuali modalità devono essere modificate, prevedendo il coinvolgimento di tutti i comuni in misura equa e congrua, favorendo l’integrazione e l’accettazione da parte della popolazione.
Il Ministro ha sottolineato che l’Italia ha scelto la vita umana, quale priorità da difendere ad ogni costo. Sicuramente, ha aggiunto Alfano, era più facile la scelta opposta, quella dei respingimenti, piuttosto che la scelta all’accoglienza, andando contro l’opinione prevalente.

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