Silvana Barbarini: artisti da tutto il mondo per Tuscania Danza

silvana barbarini

Tuscania è una città piccola, tranquilla, dove lasci la macchina e vivi a piedi, ti concentri facilmente su quello che devi fare, parli con la gente, hai intorno molta bellezza, trovi un tempo tuo. Tuscania è particolarmente adatta ad accogliere attività in residenza. Ed è a Tuscania che l’Associazione Vera Stasi ha stabilito la sua sede operativa, trasferendosi da Roma nel 1997. Nata come compagnia di danza contemporanea attiva nell’ambito della sperimentazione e della ricerca,  nel corso della sua esistenza Vera Stasi ha via via sperimentato le sue potenzialità progettuali e trasformato la sua identità da collettivo di lavoro ad “associazione di autori”, da realtà esclusivamente produttiva a struttura di progettazione culturale, ed ha trovato nella Tuscia il centro del suo mondo.

Silvana Barbarini, è il direttore artistico. Coreografa e danzatrice  ha fatto del Supercinema di Tuscania una casa per gli artisti di ogni dove in occasione della Settimana dei Cosmonauti, meeting internazionale tra artisti di teatro, danza, musica che si confrontano su nuove tipologie di training e nuove idee di creazione, che nel 2016 si svolgerà dal 5 all’11 settembre.

La storia di Silvana parte da una scuola di danza di una città di provincia, Voghera, diretta da una straordinaria insegnante di danza classica, Giannina Censi, famosa per avere collaborato, giovanissima, con Marinetti e Prampolini all’epoca del secondo futurismo. Fu proprio una ricerca sul futurismo, compiuta a Bologna negli anni in cui frequentava il Dams, ad averla avvicinata al mondo della coreografia. Lo spettacolo che nacque da quella ricerca girò l’Italia e Silvana decise di continuare. Approfondì gli studi di danza contemporanea a Roma e a New York e nel 1982 entrò nella compagnia diretta da Elsa Piperno e Joseph Fontano, Teatrodanza Contemporanea di Roma.  Parallelamente ebbe l’occasione di collaborare con molti autori di teatro sperimentale, musicisti, artisti visivi, registi, poi nel 1985, con Ian Sutton e Giovanna Summo, fondò una compagnia di giovani, Vera Stasi, con cui nell’arco di vent’anni ha realizzato una trentina di produzioni.

Vera Stasi non si occupa solo della Settimana dei Cosmonauti ma svolge tante altre attività. Dal 1997 al 2001 è stata parte della Residenza Multidisciplinare Tuscania Teatro, sostenuta e promossa dalla Regione Lazio, nella quale si è occupata di promozione della danza attraverso la programmazione di spettacoli, incontri, convegni e attività didattiche. Ha poi collaborato con le Officine Attive nella provincia di Viterbo e successivamente con il CORE-Coordinamento Regionale Danza e Arti Performative della Regione Lazio, mettendo a disposizione le sue strutture per sostenere giovani autori e diffondere la conoscenza della danza contemporanea.

Attualmente promuove il progetto Tuscania Danza, che comprende l’organizzazione di workshop intensivi, che si svolgono soprattutto nei mesi di luglio e agosto, e l’organizzazione di residenze creative di artisti di diverse arti performative, ospitati a lavorare ai loro progetti. “Lo spazio a cui facciamo riferimento è il Supercinema di Tuscania, di cui condividiamo la gestione con Leben e Kinesfera, attive nel campo della somatica. Non facciamo bandi per selezionare i progetti.  In parte c’è un passaparola.. molti ci scrivono e ci chiedono di venire qui. C’è poi un momento importante di selezione dei progetti durante la Settimana dei Cosmonauti che ci dà modo di incontrare persone in carne e ossa al posto di asettici dossier di presentazione… Anche il progetto Costruire un Corpo che Danza, che propone seminari di diverse discipline del movimento, alcune più interessanti per chi ha come obiettivo il palcoscenico, altre utili a chiunque voglia muoversi con agio e con coscienza, e che nel 2016 si svolge dal 12 luglio al 20 settembre al Supercinema, attira studenti da molte città d’Italia e dall’Europa”.

Costruire un corpo che danza è un progetto di ricerca didattica sulla persona che danza, sull’ampliamento della sua coscienza, delle sue capacità tecniche e percettive. I maestri invitati sono ricercatori appassionati e originali pedagoghi del movimento e delle arti sceniche. I seminari sono aperti a tutti, consigliati a chiunque voglia regalarsi esperienze “fondanti” e impegnarsi ad approcciare il lavoro sul corpo in maniera consapevole.

Nell’ambito del progetto sono in programma  ELENCO DETTAGLIATO 

dal 12 al 16 luglio  Riequilibrio Muscolare: il Metodo Monari a cura di Paola Manzini, un lavoro sul corpo, sulla struttura muscolare per sciogliere i blocchi e le rigidità che interrompono l’armonia;

dal 18 al 23 luglio Danza sensibile in natura a cura di Claude Coldy, frutto di una ricerca originale, iniziata negli anni ’90 con l’incontro tra Claude Coldy, danzatore e coreografo e una coppia di osteopati francesi Jean Louis e Marie Dupuy, che propone di rivisitare alcune tappe fondamentali dell’evoluzione, rivivendo consapevolmente il processo di verticalizzazione dell’essere umano, per ritrovare, grazie alla memoria filogenetica risvegliata, le funzioni e le potenzialità contenute nella struttura dei nostri corpi;

dal 19 al 23 luglio Placement a cura di Ursula Stricker, un approccio olistico, creativo, meditativo al movimento e allineamento del corpo che si basa sui concetti e sulla filosofia della Ideokinesi;

dal 25  al 30 luglio La Danza Tedesca: l’insegnamento di  Jean Cebron a cura di Virginia Heinen, basato sull’esplorare i contrasti, prendere coscienza di ogni gesto per renderlo più leggibile, associare le sensazioni del corpo alle nozioni tecniche per raggiungere una maggiore libertà di movimento;

dall’1 al 6  agosto Danza e arti marziali: elementi di Kinomichi a cura di Enrico Tedde;

dall’8 al 20 agosto PMD -Presence, Mobilité, Danse a cura di Hervé Diasnas, un’arte del movimento che giunge a una messa a punto tecnica dinamica nello spazio.

Dall’1 al 6 agosto ci sarà inoltre in residenza un giovane coreografo, Manfredi Perego, che presenterà un saggio al termine del suo lavoro. E domenica 14 agosto un gruppo di Padova, con uno spettacolo sul femminile, Big Mama.

Per Silvana avere uno spazio, la possibilità che questo concede di creare una progettualità a lungo termine, di agire sul territorio attraverso un’azione di promozione e formazione del pubblico è molto importante. È su quest’onda che si muove insieme alla sua Associazione. “Vorrei inserirmi nella progettualità promossa dalla Regione e dal Ministero che riguarda l’attività in Residenza, come sostegno agli artisti e come opportunità per i cittadini di condividere percorsi esperienziali di cui gli artisti possono farsi portatori. Far nascere un dialogo e uno scambio e costruire nuovi progetti ascoltando le esigenze del territorio. Ogni volta che mi sembra interessante condividere un progetto che nasce qui lo faccio, individuando interlocutori diversi. Per esempio nel 2014 è nato a Tuscania uno spettacolo per ragazzi in lingua inglese, Ravn, ad opera di una performer scandinava e lo abbiamo condiviso con diverse classi della scuola media”.

E per il futuro Silvana spera di proseguire su questa strada. “Il mio obiettivo e quello di Vera Stasi è continuare in questa direzione, trovare fondi per accrescere la quantità delle proposte e la qualità del sostegno agli artisti, consolidare le collaborazioni organizzative. Poi, dal 2017 spero si realizzi un progetto ancora allo stadio di ideazione che prevede l’organizzazione di eventi nelle Necropoli e in altri luoghi di interesse archeologico, preceduti da Dance Lab in studio e nei siti”.

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