Servizio idrico, Equitani: troppi nodi irrisolti

Usa l’ironia il vicepresidente della Provincia e assessore all’Ambiente Paolo Equitani per commentare l’esito del Consiglio provinciale straordinario e aperto del 17 novembre, che ha visto la presenza dell’assessore regionale all’Ambiente Fabio Refrigeri. All’ordine del giorno c’era soltanto un punto in discussione, ossia la situazione del servizio idrico.

“L’ultima riunione della conferenza dei sindaci dell’Ato 1 Lazio Nord – ricorda Equitani – era stata sospesa proprio in previsione della venuta a Viterbo dell’assessore Refrigeri, dal quale contavamo di avere risposte precise in ordine ad alcune gravi criticità che i sindaci si trovano a dover affrontare. Un incontro quello di lunedì scorso che non possiamo non definire sterile e purtroppo inutile”.

Equitani poi passa ad elencare i nodi rimasti irrisolti. “Refrigeri – aggiunge – ci ha assicurato che entro il 31 dicembre sarà completata la realizzazione di tutti i dearsenificatori nei Comuni. Ci auguriamo di cuore che ciò avvenga, ma da una ricognizione effettuata sul territorio, abbiamo fondati timori che i tempi difficilmente potranno essere rispettati. Potrebbero non essere pochi i sindaci costretti, a far data dal primo gennaio 2015, ad emettere le ordinanze di non potabilità delle acque destinate al consumo umano.

Sull’aspetto prettamente finanziario, legato al futuro del sistema idrico integrato nella nostra provincia – prosegue ancora Equitani – Refrigeri ha impostato un discorso di carattere generale totalmente privo delle risposte che stavamo attendendo. Quale è l’impegno finanziario della Regione Lazio in favore dell’Ato? Quali investimenti si intendono realizzare? Come sarà gestito il servizio idrico nell’immediato futuro? Con la creazione di un Ato unico regionale come proposto dal presidente Zingaretti in un recente incontro a Viterbo, oppure dando forza alla Talete? Come saranno risolte le principali criticità del servizio idrico sul territorio con particolare riferimento alla drammatica situazione della depurazione del Lago di Bolsena e alla mancanza di impianti di depurazione in diverse decine di Comuni della Tuscia?”.

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