Tumore del seno: screening per la prevenzione

Sono 9814 le donne residenti nel capoluogo, di età compresa tra 50 e 69 anni, che hanno già ricevuto, o riceveranno nei prossimi mesi, la lettera dell’azienda sanitaria viterbese invitante a recarsi a viale Trento presso l’unità mobile per sottoporsi a una mammografia gratuita. Il programma a Viterbo è già operativo dal 21 febbraio, e lo resterà fino al 1 di giugno.

“Aderire all’invito è un diritto, ma anche un dovere – spiega la coordinatrice dei programmi di screening della Asl, Silvia Brezzi -. Lo screening è un percorso organizzato di diagnosi precoce con l’obiettivo di ridurre la mortalità per tumore della mammella mediante l’invito, che arriva a casa ogni 2 anni con appuntamento prefissato, anche se modificabile.

L’unità mobile presente a viale Trento è dotata di un mammografo digitale tecnologicamente molto avanzato che consente di eseguire la mammografia che, attualmente, è l’esame più specifico e più sensibile per individuare precocemente il tumore e, quindi, per aumentare la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita grazie a interventi chirurgici sempre più conservativi e terapie mediche meno aggressive”.

Se la mammografia è normale la risposta viene spedita a casa e la donna ha la garanzia di essere richiamata dopo 2 anni. Se, invece, la mammografia rileva una anomalia o una lesione del tessuto mammario, la donna è contattata telefonicamente da un operatore sanitario per concordare un appuntamento presso il centro di secondo livello (l’unità di Diagnostica e screening senologico di Montefiascone) dove vengono effettuate le indagini necessarie per ottenere la diagnosi (visita senologica, ecografia, ulteriori proiezioni mammografiche, prelievo con ago).

Se il risultato degli accertamenti di secondo livello è positivo, alla donna viene proposto un percorso chirurgico oncologico e riabilitativo presso la Breast unit del complesso ospedaliero di Belcolle. Proprio per l’elevata tecnologia del mammografo digitale, il posizionamento della unità mobile necessita di idonei spazi e garanzie di sicurezza. Per questa ragione è stato posizionato a viale Trento, luogo nel quale tutte le caratteristiche richieste sono state soddisfatte.

Oltre al programma di prevenzione del tumore della mammella, presso la Asl di Viterbo sono attivi anche gli screening del tumore del collo dell’utero e del tumore del colon retto. Sono i 3 soli screening di cui, allo stato attuale delle evidenze scientifiche, è dimostrata l’efficacia e per i quali, pertanto, è raccomandata l’attivazione.

Le caratteristiche principali dei programmi sono l’offerta attiva, la garanzia dell’intero percorso e l’equità. “L’adesione allo screening mammografico nella Tuscia – commenta il direttore generale della Asl, Daniela Donetti – è del 60%: la più alta del Lazio. Nel 2015, al termine del quarto round del programma effettuato nella città di Viterbo, abbiamo registrato una adesione del 57%. Una media, anche se leggermente, più bassa rispetto a quella provinciale. È necessario, quindi, che questa percentuale aumenti.

Aderire all’invito, infatti, vuol dire prendersi cura della propria salute.

Il fatto che ancora tante donne non rispondano positivamente al nostro invito, ci chiama a moltiplicare le nostre capacità di comunicazione, di informazione e di sensibilizzazione. Tuttavia occorre che alla voce della Asl si aggiunga quella degli enti locali, del volontariato, degli organi di informazione e dei cittadini, anche attraverso l’utilizzo di forme di comunicazione diretta come i social. Perché insieme e in sinergia saremo più forti nel trasmettere la cultura della prevenzione e nella lotta contro i tumori”.

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