Scienze dei Beni culturali: riorganizzazioni dei Dipartimenti

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Il Rettore sottoporrà agli Organi di Governo, a fine aprile, la proposta di disattivazione del Dipartimento di Scienze dei Beni culturali;

“Preciso- dice il Rettore prof. Ruggieri-che si tratta di una mera misura organizzativa che scaturisce dalla diretta applicazione della legge Gelmini (legge 240/2010), che impone un numero minimo di 35 docenti per la costituzione di un dipartimento. Il dipartimento di Scienze dei beni culturali, a seguito di una serie di pensionamenti, ha visto ridursi progressivamente la sua consistenza numerica negli ultimi anni; il reclutamento di nuove unità consentito dal quadro normativo e finanziario vigente, che impone una serie di limiti legati al turnover, non ha consentito il ripristino di tutte le unità di personale cessate”.

Deve essere però chiaro che i Corsi di laurea di scienze dei beni culturali, Archeologia e Storia dell’Arte nonché il neoistituito Corso di laurea a ciclo unico di Conservazione e Restauro dei Beni culturali non vengono soppressi; al contrario sono stati potenziati in tecnologia e mezzi e sono stati riconfermati dagli Organi di Ateneo e già approvati dal Miur per l’anno accademico 2015/2016. Pertanto gli studenti potranno continuare regolarmente ad iscriversi ai predetti corsi che saranno semplicemente incardinati in uno o più dipartimenti affini per vocazione culturale e scientifica.

Quindi la novità attiene solo a una “diversa organizzazione dei dipartimenti” ma nulla cambia per quanto riguarda il significato strategico dei beni culturali nelle politiche didattiche e di ricerca dell’Ateneo.

Va infatti ribadito il prioritario interesse dell’Ateneo a mantenere i corsi dell’area dei beni culturali, viste anche le strette correlazioni con lo sviluppo e la valorizzazione del nostro territorio. Questo è comprovato dalle numerose attività di ricerca attive nell’ambito storico artistico e archeologico (basti pensare alle numerose recenti iniziative sugli Etruschi) e alle tante giornate ed eventi che si sono svolte ultimamente.

Va, in particolare, rammentato l’investimento riposto nel Corso, a ciclo unico e a numero chiuso, di Conservazione e Restauro dei Beni culturali; si tratta di un corso professionalizzante, inaugurato quest’anno con la Lectio magistralis del Direttore Paolucci dei Musei vaticani,  per il quale l’Università ha realizzato appositi  laboratori di restauro con attrezzature e strumentazioni tecnologiche all’avanguardia a servizio degli studenti  e delle attività di ricerca scientifica del corso.

La volontà dell’Ateneo è quindi quella di mantenere l’identità didattica, scientifica e culturale dei beni culturali che ha rappresentato e continuerà a rappresentare uno dei punti caratterizzanti della nostra offerta formativa.

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