Saul Pallotta, stile ed eleganza senza tempo in 50 anni di attività

Correva l’anno 1967, quello in cui ci si rimboccava le maniche per ripartire a fatica verso quella ricostruzione che avrebbe portato al boom economico che ridisegnava anche gli assetti di una città chiusa dentro le mura come la Viterbo di allora, quella in cui le caserme,(esercito e aeronautica) animavano l’indotto e anche lo struscio nel vicino Corso Italia. Saul Pallota di Acquapendente e la sua futura moglie Adonella di San Lorenzo Nuovo iniziarono la loro attività lavorativa acquistando la tabaccheria in via Cairoli a Viterbo. Saul e Adonella erano animati dalla voglia di costruirsi un futuro e il primo maggio del 1967, festa del lavoro, sostenuti dalla forza di un rapporto che si sarebbe mantenuto indissolubile, diedero anima e corpo alla loro creatura che oggi è riconosciuta come una  tabaccheria tra le più qualificate, che unita al nome Pallotta è sinonimo di professionalità garantita nella città dei Papi.

In questo ultimo mese del 2017 proseguono e si stanno per concludere i festeggiamenti dei cinquant’anni di attività. Tanta ne è stata fatta di strada, i tempi nel frattempo sono cambiati, ma quell’esercizio rimane l’emblema della professionalità, in un quartiere che pure sta mutando ed esprime la multicultura di un nuovo contesto sociale.

Nel mezzo secolo di cammino   Saul Pallotta è riuscito a conformare la sua attività  al passo con i tempi, ristrutturando più volte il locale e ampliando la sua offerta: la grande scelta di sigari toscani e avana, gli articoli per fumatori, le pipe… gli consente oggi un campionario per gli amanti del genere. Una passione lavorativa  trasmessa pure alla unica figlia Serena  che oggi si occupa con uguale buon gusto  del  negozio specializzato Montblanc, sempre in  pieno centro in via della Sapienza, un vero bijou  in cui trovare quegli oggetti di grande gusto e apprezzamento in chi li riceve  soprattutto in questo Natale.

Una storia  di lavoro che vale mezzo secolo nella vita viterbese, che l’amministrazione comunale dovrebbe intercettare, proprio ora che spinge verso il ripopolamento dei centri storici che passa pure nel rilancio del quartiere San Faustino di cui la via Cairoli è una tappa obbligata di congiunzione.

E se nel frattempo le mode, le leggi e i costumi sono cambiati in modo sostanziale, una storia di successo si scrive nella coerenza di un percorso discernibile, che vede  la continuità generazionale non a staffetta ma  in condivisione  tra la storicità e l’eleganza genitoriale e la contemporaneità vissuta nel gusto del bello e della qualità del servizio.

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