Sarà un trasporto nel segno e nel ricordo del “Volo d’Angeli”

Donatella Agostini

Tutto pronto per il Trasporto 2017 della Macchina di Santa Rosa, il grande evento religioso viterbese conosciuto in tutto il mondo, che il 30 agosto è stato presentato in un’affollata conferenza stampa a Palazzo dei Priori. Nella sera del 3 settembre, come ogni anno, il “Campanile che cammina”, Patrimonio Unesco dal 2013, sarà sollevato e portato in spalla da un centinaio di Facchini e dopo aver percorso le vie del centro storico di Viterbo, arriverà trionfalmente sul sagrato del Santuario intitolato alla Santa Patrona. Quello di quest’anno sarà un trasporto nel segno e nel ricordo dell’amatissima Macchina “Volo d’Angeli” di Giuseppe Zucchi, che debuttò proprio nel 1967 costituendo uno spartiacque tra le antiche Macchine della tradizione e le moderne realizzazioni successive. “Volo d’Angeli” è rimasta molto cara nell’immaginario collettivo viterbese anche perché fu protagonista, proprio al debutto , dell’incidente del fermo forzato in Via Cavour: la Macchina finì prematuramente la sua avanzata trionfale inclinandosi verso i palazzi vicini, fortunatamente senza conseguenze per il pubblico che assisteva al Trasporto. “Fu una delusione terribile per i Facchini di allora non essere riusciti a portare la Macchina fino alla sua chiesa. E fu con tanto coraggio e determinazione che l’anno successivo si presero la rivincita e Volo d’Angeli rimase in carica fino al 1978, diventando forse il modello più amato e imitato”, ha raccontato Sandro Rossi, il Capofacchino in carica, intervenuto alla conferenza stampa. “Un incidente che però è servito: da allora è stata istituita la prova selettiva di portata per i Facchini, e sono state approfondite le misure di sicurezza a livello di progettazione”. Massimo Mecarini, Presidente del Sodalizio dei Facchini, ha aggiunto: “Quest’anno il Trasporto sarà dedicato, oltre alle vittime del terrorismo, anche ai valorosi Facchini del 1967; quelli ancora in vita saranno ricevuti dalle autorità presso la Sala del Conclave del Palazzo Papale, per ricordare insieme quei momenti difficili e per tributare loro un doveroso ringraziamento”. A ricordare il fermo del 1967 anche l’omaggio della Macchina attuale, “Gloria”, che nei pressi di via Cavour spegnerà tutta la sua illuminazione per “evidenziare meglio la figura del Facchino alla base, la componente umana che è la vera anima del Trasporto di ieri e di oggi” ha aggiunto Raffaele Ascenzi, progettista dell’attuale Macchina. A sottolineare quanto forte sia il legame con il trasporto di cinquant’anni fa, Ascenzi ha mostrato un ciuffo, la caratteristica protezione in cuoio usata dai Facchini, utilizzato proprio da un Facchino nel 1967. “La Macchina è montata ed è in perfette condizioni: non abbiamo trascurato le usuali verifiche di sicurezza per garantire l’incolumità del pubblico e dei Facchini” ha aggiunto il costruttore Vincenzo Fiorillo. Quest’anno sono state apportate modifiche all’illuminazione per cercare di raggiungere l’effetto ottimale. Grande rilievo alle misure di sicurezza che hanno impegnato il Comune di Viterbo congiuntamente alle autorità di Pubblica Sicurezza, ai Vigili del Fuoco, alla ASL e la Protezione Civile. “Ci sarà la presenza capillare e discreta di 400 uomini che effettueranno controlli a campione ai varchi di ingresso. L’intero percorso verrà ripreso da telecamere e già sono in corso controlli straordinari del territorio con posti di blocco. In piazza del Plebiscito non si potrà assistere al Trasporto in piedi ma solamente dalle sedie che verranno opportunamente predisposte, per facilitare il controllo visivo ed evitare assembramenti difficili da controllare” ha annunciato il Questore dott. Lorenzo Suraci. “All’ingresso delle porte verranno posizionate barriere di sicurezza. Misure necessarie date le dimensioni dell’evento e il particolare momento che stiamo vivendo. Confidiamo molto nel buon senso delle persone e nella loro collaborazione”. il sindaco Leonardo Michelini ha ringraziato tutti i presenti per il clima di fattiva collaborazione che si è instaurato ed ha esortato tutti a “vivere la nostra festa con lo stesso spirito con il quale l’abbiamo vissuta in passato. La Macchina trascende la viterbesità: in un mondo dove ci sono tante manifestazioni similari, Santa Rosa è diversa, e il riconoscimento Unesco ne è la prova. Assistere al trasporto è un’esperienza unica, quasi trascendentale. Ci dobbiamo sentire orgogliosi e sentire la responsabilità di preservare e mantenere la festa nella sua originalità”. La tradizionale Girata in piazza del Plebiscito verrà quest’anno dedicata, oltre ai Facchini scomparsi nell’anno, anche al regista Giorgio Capitani, mancato recentemente, vero ambasciatore di Viterbo e del Sodalizio. Mancano davvero pochi giorni e l’attesa per il Trasporto aumenta, e si percepisce anche nei numerosi turisti che affollano le vie cittadine. A disposizione del pubblico anche delle app gratuite scaricabili su smarphone che illustreranno il percorso e forniranno notizie utili agli spettatori. Tutto pronto per il rinnovarsi dell’emozione. “Dopo il tratto supplementare in via Marconi, si arriva in Piazza Verdi, poi di corsa verso la chiesa. La salita si fa, non so nemmeno io come sia possibile, ma si fa. Sul sagrato della chiesa, ci sono i nostri familiari ad attenderci. Nei cuori dei Facchini, stanchi e provati, si sprigiona qualcosa di misterioso” ha concluso Sandro Rossi. I viterbesi e non solo attendono con ansia l’appuntamento più importante dell’anno, con un occhio sulle previsioni del tempo. Ma come dice un vecchio detto, “quella sera non pioverà. Ci pensa Santa Rosa”.

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