Sara Ficocelli: La Vita Nascosta. Un noir sui segreti di ognuno

L’autrice, Sara Ficocelli, è una giornalista di Repubblica che si occupa di sociale; ha condotto inchieste su prostituzione, violenza di genere, mobbing, campi nomadi e altro.
Il 29 giugno sarà a Viterbo per presentare il suo primo romanzo, un noir che ha per protagonista una trans e che affronta, come si evince dal titolo, il tema della “vita nascosta”, ovvero della vita segreta che ognuno nasconde per paura di essere giudicato o emarginato.
Il libro, pubblicato il 28 maggio e già in seconda ristampa a due settimane dall’uscita, è stato scelto come lettura consigliata dalla Società Nazionale Dante Alighieri, una delle realtà culturali più importanti del mondo.
Nel romanzo si affronta il tema della violenza e dell’emarginazione sotto ogni punto di vista e il minimo comune denominatore che lega le vite dei personaggi è la solitudine, intrisa però di forza e speranza.

La presentazione sarà al Due Righe Book Bar, in via del Macel Maggiore 1/3 Viterbo.

L’incontro apre alla discussione su temi così dibattuti e sarà un’occasione di confronto molto interessante.
La presentazione, alle ore 19.00 circa, sarà accompagnata da un ricco aperitivo e da un concerto jazz a cura di Enrico Mianulli.
Passi del libro verranno letti da attori professionisti.

L’autrice: Sara Ficocelli è nata a Pisa ma vive e lavora a Roma, dove collabora dal 2007 per Repubblica e altre testate del Gruppo Espresso. Ha ricevuto il premio Sodalitas e il premio Paidoss per le sue inchieste su donne e welfare e prostituzione minorile, e una menzione speciale al premio Tonino Carino per un reportage sull’Australia. Ama viaggiare e andare in bicicletta. “La vita nascosta” è il suo primo romanzo.

Sinossi: Iris è una transessuale che si prostituisce nei quartieri alti di Roma. Ha clienti importanti ma sogna di cambiare vita e fare un lavoro “normale”. Il suo compagno, Roberto, gestisce un bar in piazzale di Ponte Milvio insieme a Mauro, un trentacinquenne del Quadraro che sta per diventare padre. Roberto invece un figlio ce l’ha già, e gestisce con difficoltà i rapporti con la sua ex famiglia. Dalla loro realtà, così semplice e popolare Iris è tagliata fuori, e il desiderio di farne parte è tale che spesso si riduce a spiare le giornate di Roberto dalla vetrina del locale di fronte, cercando rifugio nell’alcol. Quando decide di ospitare una giovane Sinti in stato confusionale, Roberto trova l’occasione per lasciarla: combattuta tra la paura di perderlo e la voglia di aiutare la ragazza, Iris inizia a indagare su una storia di violenze da – gli sviluppi tortuosi e oscuri come le acque del Tevere. In una Roma spietata, piena di pregiudizi e ipocrisia eppure ancora capace, contro ogni logica, di spiazzante generosità.

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