San Pietro a Tuscania e l’amore della volontaria Paola

san pietro

Il 18 settembre 2014 un visitatore fermatosi a visitare le bellezze della Chiesa di San Pietro a Tuscania lasciava scritto. “Non mi soffermo a descrivere la bellezza di questo gioiello, ma voglio esprimere ammirazione per quelle persone che dedicano volontariamente parte del proprio tempo alla cura del nostro incomparabile patrimonio artistico. La volontaria addetta alla sorveglianza ci ha cortesemente invitati ad entrare in via eccezionale”. La signora in questione è Paola Bartoccioni, che a Tuscania vi è nata e difende da sola un pezzo unico del tesoro storico italiano per niente valorizzato e messo nel dimenticatoio…un vero peccato.

Paola da tanti anni fa la custode volontaria della chiesa. Sua mamma Maria e sua zia Francesca, due sorelle, lo hanno fatto prima di lei. In quel luogo vi è cresciuta e ne conosce ogni angolo. Con un contrattino di pulizie e la mansione di Assuntore di custodia per  328 euro l’anno, sì avete letto bene l’anno, pensa a tutto: ogni mattina arriva puntuale alle 9.30  apre le porte per i turisti che scelgono Tuscania, cambia le lampade che non funzionano, taglia l’erba, pensa ai lucchetti, ai vetri che si rompono e perfino ai cestini per i rifiuti. Ma Paola tutto non può fare, non può fermare i vandali che sradicano le pietre, rompono le tegole, devastano le fontane.

Tutto per lei è cominciato da bambina, stretta alle gonne della zia, così racconta: “Sono cresciuta qui, questo è il mio mondo, non ci sono feste saltate, anche lo scorso 25 aprile e 1 maggio”. Tanti i turisti che hanno ritrovato la sua ospitalità. Dal 2005 il complesso di San Pietro insieme alla Chiesa di Santa Maria Maggiore a Tuscania sono passati dallo Stato Pontificio a proprietà demaniale, ma niente si è modificato, tutto è rimasto in mano a Paola, nessuno si è fatto vivo. Quattro anni fa un’azione di restauro ha implicato il Ciborio ed è stato ripulito il rosone, poi più niente.

Paola oggi quarantottenne, mamma di due ragazzi, nata e residente a Tuscania  è un corpo e un’anima con la sua Chiesa. “A volte – dice – la responsabilità è immane perché bisogna far fronte a tutto, pur non essendone responsabili. Sono una volontaria!” Sembrerebbe che una nuova legge trasformerà le basiliche in monumenti museali, accedendo  nella pertinenza del territorio e di conseguenza sugli Enti preposti, allora sarà più facile valutare S. Pietro come un patrimonio, un bene comune da difendere come fa Paola nella sua semplicità, unicamente  per una grande passione. Magari facendo pagare un biglietto d’ingresso in Basilica ci potrebbe essere la giusta ricompensa per chi non chiede nulla ma generosamente offre tanto. C’è tanto da fare a San Pietro. Aspettando gli annunciati  cambiamenti, anche il Fondo Ambientale Italiano che tanto incede per la salvaguardia dei patrimoni in ambientali sta levando voce. La Chiesa di San Pietro a Tuscania sorge sull’omonimo colle già probabile sede dell’acropoli etrusca. Il fronte della chiesa si affaccia su uno spiazzo erboso tra il Palazzo dei Canonici e le possenti torri di difesa (ne sono rimaste tre, memoria dell’importanza strategica dell’area) mentre l’altissima abside si staglia verso il vicino centro abitato. Il capolavoro artistico parla nelle decorazioni a mosaico, nei capitelli di varie forme, alcuni con figure simboliche, come quella a mani alzate in un annuncio salvifico. Sopra il portale si trova una loggetta cieca formata da dieci colonnine con capitelli ionici e undici arcatelle in marmo. Ai lati della loggetta due grifoni alati che tengono fra gli artigli una preda. Alla base della bifora di sinistra un bassorilievo, possibile riutilizzo di una scultura etrusca o più probabilmente romana, che rappresenta un uomo che corre, o forse danza. Nell’abside di destra un Cristo benedicente fra due vescovi, mentre in quella di sinistra il Battesimo del Cristo. E’ San Pietro  un luogo magico, di una bellezza unica. Anche nella memoria dei cinefili perché li vi  hanno girato l’Otello di Orson Welles, San Francesco della Cavani, Brancaleone e tanti altri pezzi d’arte del cinema…Quel gioiello che domina la veduta di Tuscania e t’accoglie insieme a Paola, volontaria speciale.

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