San Martino al Cimino città ideale

“Andare per città ideali”, il libro di Fabio Isman racconta di luoghi “ideali” e tra le città ideali annovera, San Martino al Cimino, alla cui realizzazione contribuì anche la “Pimpaccia” di Piazza Navona, la famosa Olimpia Maidalchini potentissima cognata di Innocenzo X La nobildonna con la costruzione del Palazzo Doria-Pamphili (1594-1657) e affidò all’architetto Marcantonio De Rossi per la radicale trasformazione del tessuto urbano del sito. La Grande Abbazia e il palazzo che fu usato originariamente dai monaci, e solo in seguito trasformato nel sontuoso palazzo signorile utilizzando i materiali provenienti dalla ristrutturazione del palazzo di famiglia in Piazza Navona a Roma di cui appunto San Martino mutua la forma perimetrale. Ora questa città ideale dorme un sonno profondo, circondata da boschi incantati, si tenta di risvegliarla con un programma denominato “Art Bonus” il progetto della Regione Lazio per la valorizzazione dei beni artistici, attraverso contributi economici da parte di privati e defiscalizzazioni, il tutto finalizzato al recupero e al godimento da parte del pubblico. Il Consigliere Regionale Riccardo Valentini impegnato nell’opera valorizzazione e sensibilizzazione si augura “che singoli cittadini, associazioni e istituzioni locali vorranno dare il proprio contributo per restituire al territorio un Palazzo di grande bellezza (ora chiuso al pubblico) che può rappresentare un insostituibile volano di rilancio turistico ed economico”. Questo è il primo tentativo, a seguire in lista d’attesa c’è il Palazzo Calabresi a Viterbo e il Castello di Roccarespampani a Monte Romano.

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