Il saluto di Suor Annunziata nel giorno di Santa Rosa

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dalla ex badessa del monastero di Santa Rosa dal convento di clausura a Città di Castello dove oggi vive.

Carissimi Concittadini Viterbesi e devoti di Santa Rosa
Sono stata interpellata da un caro giornalista, dal quale ogni anno mi viene la richiesta di un messaggio-testimonianza sulla vita vissuta come custode del Corpo di Santa Rosa e come testimone della devozione popolare alla stessa; come sempre rinnovo la gioia di aver vissuto a contatto con la piccola e grande Santa che di Viterbo è la Gloria, e di aver sempre cercato di rendere il messaggio di Santa Rosa, di riconciliazione e di pace sempre attuale. Aiutando e consolando le persone che con fiducia ricorrevano a noi, nelle piccole come nelle grandi prove della vita, perché pregassimo la nostra Santa, abbiamo ricevuto la grande gioia di sapere che tantissime di quelle persone sono state esaudite: con questa forza hanno ripreso il cammino della preghiera, testimoniando con fede e gratitudine la bontà del Signore, e con fiduciosa speranza affidando all’intercessione di S. Rosa le loro necessità.
La nostra Santa e sempre impegnata a fare del bene a tutti grandi e piccoli, cristiani e non. Quest’anno 2016 è il primo anno che Santa Rosa festeggia il suo ingresso in Monastero senza trovarvi le sue amate clarisse, alle quali aveva chiesto di entrare a farne parte in vita; al diniego della superiora Ella rispose “Tornerò a bussare dopo la mia morte e mi avrete tanto cara”. E questo avvenne col solenne trasporto del suo Corpo incorrotto, accompagnato dal Papa Alessandro IV°, il 4 settembre del 1258. Dopo 758 anni, proprio quest’anno – ripeto – e il primo anno senza le clarisse. Faccio presente che il Monastero in assoluto il primo della Città,nel corso di quasi otto secoli non è stato mai chiuso.
La festa che si farà mi auguro sia molto partecipata. Anche noi siamo presenti spiritualmente: non si può dimenticare il bene ricevuto dal Signore attraverso la nostra Patrona. Io da piccola ho fatto parte delle file dell’Azione Cattolica Italiana, (di cui lei è la Patrona). Offro al Signore la sofferenza di essere ora lontana fisicamente dalla mia cara sorella Rosa.
Auguro a tutti buona festa; in particolare vi auguro di accoglier l’Amore del Padre Celeste, che il Santo Padre Francesco ci offre con l’anno della Misericordia. Sia per tutti ricco di grazie e benedizioni. Assicuro il mio ricordo nella preghiera e saluto tutti fraternamente.

suor Maria Annunziata Campus

16-8-2016

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