Route 21-Chromosome on the road fa tappa a Viterbo

Nicoletta Di Luigi

Tappa a Viterbo per Route 21- Chromosome on the road, un giro d’Italia speciale in Harley –Davidson che il biker Gian Piero Papasodero ha intrapreso per il terzo anno insieme a sei ragazzi affetti dalla sindrome di Down. A Viterbo è arrivato con Federico, tifoso della Roma che saluta e parla della sua famiglia, ma la staffetta è lunga, ieri la capitale e ora in salita verso Arezzo. Questo bellissimo progetto è nato tre anni fa, quando Papasodero, fondatore di Diversa-Mente ha intrapreso il primo viaggio in moto con un ragazzo disabile, da lì la volontà e la sfida di crederci e portarlo avanti: il viaggio dura un mese e in quel mese abbandona famiglia, lavoro, per far vivere particolari esperienze di vita normale alla disabilità. “I ragazzi con Route 21- spiega Papasodero- vivono il viaggio da motociclisti e in quanto tale è anche un’esperienza pericolosa, fatta su strada, con avventura, ma al tempo stesso è anche normalità vera. Il viaggio è anche aggregazione e cultura a partire da chi ci ospita e dai luoghi in cui facciamo tappa. La scelta dell’esperienza singola come staffetta favorisce un’interazione diversa per il ragazzo, al di fuori dei loro schemi hanno più iniziativa e sono più stimolati. I feedback sono molto positivi, una volta tornati a casa sono più felici, contenti di aver vissuto esperienze di vita reale al di fuori del loro contesto di riferimento”. Non hanno sponsor, se non donazioni spontanee e durante le tappe vendono le loro magliette, stampate appositamente per il progetto. Ad accogliere ed ospitare la loro visita il gruppo motociclistico viterbese Harley con Stefano Cevolo che ha introdotto l’iniziativa in conferenza stampa a Palazzo dei Priori insieme all’assessore alle politiche sociali Alessandra Troncarelli “ Su strada siamo tutti uguali. Si tratta di un progetto molto innovativo; ogni cinque giorni, c’è un ricambio dei ragazzi partecipanti. Diversa-Mente pensa in maniera diversa con finalità di aggregazione e cultura”. Parte proprio da quello che più sembra impossibile e negato, nell’impegno controcorrente.

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