Rossana Mari: da Montefiascone solidarietà per Castelluccio

Castelluccio di Norcia somigliava ad uno di quei borghi in cartapesta che a dicembre si mettono nei presepi. Quei piccoli agglomerati di case spolverate di farina, in cui lucine tremule ricreano l’atmosfera calda e familiare degli affetti. Un paesino di pochi abitanti, arroccato su un cocuzzolo, dove curiose scritte satiriche in dialetto erano state tracciate sui muri, collocato a guardia di un vasto altopiano circondato dai maestosi monti Sibillini. Castelluccio e la sua piana sono magici d’inverno, quando il ghiaccio crea misteriosi chiaroscuri e il Monte Vettore ammantato di neve sembra un cumulo di panna montata. E quando la primavera cede il passo all’estate, la piana di Castelluccio fiorisce e diventa un’incredibile tela di un pittore impressionista, e sembra che l’arcobaleno sia sceso dal cielo a colorare i prati. Un sito a due passi dalla ridente cittadina di Norcia, connubio di storia, architettura, religiosità e cibi superbi. Luogo del cuore, per gli umbri e anche per gli abitanti della Tuscia, che lo raggiungono in un paio d’ore di macchina per il piacere di immergersi in un paesaggio puro e incontaminato. Castelluccio era tutto questo, e anche di più. Ma alle 7 e 40 di una tranquilla domenica dello scorso ottobre, il terremoto è tornato a squassare con violenza inaudita l’inquieto e martoriato centro Italia, e Castelluccio è venuto giù. Di quel borgo magico e tanto amato sono rimaste poche mura in piedi, cumuli di rovine e la disperazione quieta dei suoi abitanti. Un lutto dell’anima andato ad aggiungersi a quello recente del sisma di Amatrice. Qualche giorno dopo l’artista montefiasconese Rossana Mari, che con il fotografo Angelo Bruno è titolare de “La Piccola Galleria”, pubblicava sulla sua pagina Facebook: “Sto pensando. Il mare è fatto di gocce. L’unione fa la forza”. Le “gocce” a cui pensava Rossana erano le migliaia di foto che i fotografi della Tuscia, professionisti e non, hanno scattato a Castelluccio e alla sua piana. Una quantità immensa di ricordi fissati indelebilmente, che questa bellissima terra ha sempre regalato a piene mani. Decine di fotografi della provincia viterbese hanno aderito e inviato le loro foto: è nata così la mostra “Rifiorire dal terremoto – Montefiascone per Castelluccio”, evento che ha già un’importante risonanza mediatica.
Rossana Mari è un piccolo concentrato sorridente di energia e di entusiasmo. Cordiale, semplice e diretta, ci accompagna nella visita alla coloratissima mostra. Insieme ai fotografi Angelo Bruno e David Guerrini, e al prezioso contributo di artisti e artigiani che hanno donato le loro opere, ha reso reale e fattivo il grande cuore di Montefiascone e della Tuscia intera. «“Rifiorire dal Terremoto” è un evento completamente no-profit ed è stato organizzato con la collaborazione dell’Associazione giovanile montefiasconese “Libera Voce” e con l’insostituibile aiuto dello studio fotografico “Scatto Matto”, che ha provveduto alla stampa delle foto a prezzo di costo. Ringraziamo tantissimo anche agli alunni e ai docenti dell’Istituto A. Molinaro, che hanno dato un grande contributo alla realizzazione della mostra, con lavori tematici e pensieri sul terremoto». Un’intera ala è stata infatti realizzata grazie all’apporto dei giovani studenti montefiasconesi, che hanno provato a mettersi nei panni dei loro coetanei più sfortunati, che non potranno trascorrere questo Natale nel tepore della loro casa. I loro pensieri, scritti su pagine di quaderni di scuola, toccano il cuore, e sono un invito alla speranza e al pensiero positivo. «Ci piace pensare di essere solo un anello della catena di solidarietà che si è messa in moto all’indomani di questi tragici eventi. La mostra sta andando benissimo e c’è il progetto di renderla itinerante. L’importante è continuare la mobilitazione: non far spegnere i riflettori su un avvenimento che è ancora ben presente nelle nostre menti e nei nostri cuori, ma che il tempo tenderà ad affievolire. Montefiascone e la Tuscia non dimenticheranno le famiglie di agricoltori messe in ginocchio da questo ennesimo sisma». Le opere sono esposte dal 3 dicembre fino al 7 gennaio nel suggestivo scenario delle Carceri Papaline, all’interno del complesso della Rocca dei Papi, un affascinante sito risalente al XII secolo che merita da solo una visita approfondita. L’ingresso è a offerta e i visitatori hanno la possibilità di acquistare le foto e le opere artistiche e di artigianato, magari per un regalo di Natale originale e nel segno della solidarietà. «Siamo in contatto diretto con il sindaco e l’assessore alla Cultura del Comune di Norcia. Tutto il ricavato delle offerte e della vendita delle foto andrà all’associazione “Per la vita di Castelluccio di Norcia Onlus” e sarà finalizzato all’acquisto di strutture temporanee in grado di accogliere i turisti durante la prossima fioritura estiva». Perché se Castelluccio e la sua piana torneranno a rifiorire, sarà anche merito dell’unione di tante piccole “gocce” di solidarietà, che insieme all’azione degli enti locali determineranno la forza della rinascita. Castelluccio tornerà ad essere il cuore pulsante e colorato dell’Italia intera, capace di attirare migliaia di visitatori, così come documentato dalle immagini poetiche, suggestive e toccanti che i fotografi hanno saputo cogliere e fermare nei loro scatti. Duecento coloratissime istantanee, testimoni di giornate felici trascorse tra i fiori o nella cupa bellezza invernale. Duecento modi di ringraziare questa terra vicina e il suo piccolo borgo ferito di tutte le emozioni che ci ha sempre dispensato.
Pagina Facebook: Rifiorire dal terremoto
www.rossanamari.it

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