Rosella Chiusaroli e il Gruppo Facebook Viterbo: vogliamo parchi

D. Rosella raccontaci di te della tua iniziativa:
Sono diventata mamma all’età di 30 anni. Ho conseguito il master in giornalismo d’inchiesta nell’anno accademico 2014/2015. Prima mi sono specializzata all’Alma Mater di Bologna in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale. Attualmente sono precaria e svolgo l’attività di archivista/bibliotecaria a Viterbo.
D.Qual è la tua quotidianità con Diego ? Va al nido ? Che cosa fate nel tempo libero ?
Ho iscritto Diego all’asilo nido la scorsa estate e per un anno ha frequentato attivamente fino alle due. Per ora a causa di problemi finanziari, io e il mio compagno abbiamo dovuto interrompere
la frequenza, ed attualmente è a casa, con la nonna. Spero di riuscire a riscriverlo a settembre, perchè credo molto nell’educazione che viene insegnata ai bimbi in queste strutture. Il pomeriggio, quando rientro, cerco sempre di passare con lui momenti piacevoli giocando o passeggiando per le vie della città. Abito in campagna, quindi spesso scelgo anche di restare a casa e ne approfitto per fare giochi all’area aperta, quando il tempo lo permette.
D.Che cosa ti ha spinta a creare questa pagina Facebook ?
Ho scelto di creare questa pagina perché la città di Viterbo non offre molte opportunità ludiche e di svago. I parchi a disposizione sono trascurati e spesso manca l’attrezzatura necessaria. Vorrei che l’amministrazione ponesse come priorità le esigenze dei bambini/ragazzi., che sono il futuro della città.
D.Quanti parchi fruibili possiede Viterbo ?
Non saprei specificare il numero esatto delle aree messe a disposizione dal comune, ma sono spesso degradate e non attrezzate. Anche il parco più importante: Prato Giardino è molto trascurato. Mancano i servizi come fasciatoi, bagni per bambini e disabili. Mancano i giochi diversificati per fasce di età, (sono soprattutto a pagamento), mancano i giochi per i disabili. Manca una pista ciclabile, una pista per pattinare, ormai in malora…insomma l’abc di un parco veramente attrezzato.
In alcuni parchi (come quello nel quartiere Carmine o della Quercia) alla base dei giochi sono stati posti mattoni e non una pavimentazione a norma. Lo scandalo lo tocchiamo a Bagnaia: il parchetto è stato posto in un parcheggio pieno di sassi e senza ombra. Il pericolo principale è che se un bimbo scappa al controllo dei genitori, potrebbe essere investito da un auto.
Ma non finisce qui, in centro ad esempio, non esistono aree giochi. L’unica è un parchetto veramente scarno. Quanto è costato all’amministrazione? Il minimo, e si vede.
D.Quali sono le osservazioni di altri genitori sulla tua pagina Facebook ?
Non ci sono zone dove si possono lasciar giocare i bimbi tranquillamente. Molti genitori condividono la mia idea, altri si accontentano di portare i figli all’Ipercoop o nelle sale giochi, malgrado cio’ anche lì ci sono pochi giochi ed a pagamento.
Impossibile camminare per strada con il passeggino, né di giorno né di notte. Le macchine sfrecciano ovunque ed il pericolo è sempre elevato.

D.Potresti descriverci la situazione dei parchi della città?
Attualmente, molti genitori preferiscono non portare i figli a Prato Giardino perché i giochi sono a pagamento. Nel quartiere di Santa Barbara, c’è un parco dove non ci sono giochi. Essendo l’unico, nonostante sia circondato da molte palazzine, molte mamme i giochi se li devono portare da casa. Alla Quercia nonostante ci sia un prato immenso, i bimbi non ci sono, perché i giochi sono gli stessi da più di vent’anni ed hanno inesorabilmente subito l’usura del tempo. Al Pilastro, dove da poco hanno inaugurato un parco dedicato alle vittime della mafia, sono installate solo un’altalena ed uno scivolo adatti soltanto ai bimbi più piccoli. (C’è da chiedersi se non si sia andati un po’ a risparmio!!)
D.Qual è, a tuo avviso, il ruolo di un parco giochi nello sviluppo psicomotorio e sociale dei bambini ?
Il parco giochi non è semplicemente un posto in più dove andare. E’ il posto che per primo educa i bimbi alla condivisione e alla socializzazione. Li fa uscire di casa, li scolla dalla televisione, insegnando loro le abilità motorie, imparando dagli altri, confrontandosi. Nel parco giochi, i genitori socializzano e anche la depressione post partum può trovarne giovamento, perché limita l’isolamento materno, che è sempre una delle cause principali di questo disagio psicologico. Infine, il parco giochi abbassa le barriere culturali, la paura del diverso, che purtroppo oggi regna sovrana.
D.Che cosa potrebbe essere fatto rapidamente o migliorato dal comune ?
Per funzionare al meglio i parchi dovrebbero essere dotati di aree gioco diversificate per fasce d’età, pavimentazione anti urto, toilettes, panchine, zone ombreggiate, dovrebbero essere pulito e le zone verdi curate; ed infine dovrebbero essere dotati di telecamere per evitare gli incidenti che, aimè, sono fin troppi noti.
Come mamma, chiedo al Comune di Viterbo di riqualificare le aree degradate partendo proprio da Prato Giardino, che è il parco principale della città e che dovrebbe dare l’esempio.
D.Qual è l’obiettivo della tua pagina Facebook ? Quanti iscritti ci sono attualmente ?
Attualmente ci sono 711 membri, ma spero che il numero cresca di giorno in giono.
E’ aperta a tutti i genitori Viterbesi che vorranno iscriversi ed esprimersi attraverso foto, aneddoti e proposte. La pagina deve essere un luogo di scambio libero e costruttivo, con lo scopo di sensibilizzare l’amministrazione comunale su questo tema attraverso esempi offerti da altre citta, ma anche trovando spunto dalle idee fornite dai nostri membri siano essi genitori, nonni, zii, insegnanti o più semplicemente cittadini attenti.
Ho veramente voglia di portare avanti questa battaglia perché tutti i bimbi, anche i più poveri o disabili, hanno diritto ad un’infanzia felice.

Link pagina Facebook: https://www.facebook.com/groups/1004456722912263/?fref=nf

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