Ronciglione il fascino dei Borghi “di Sotto” e “di Sopra”

Luciano Pasquini

L’Antico Carnevale di Ronciglione in corso può essere un buon preteso per concedersi una visita al Borgo. Ronciglione si lascia scoprire agli occhi del visitatore attento ma va gustato in modalità “lenta”. Entrare nel “Borgo di sopra” o nel “Borgo di sotto” permette di venire a contatto con la storia di una potente famiglia: i Farnese i quali diedero impulso al territorio, impiantando ferriere, concerie e nel 1609 anche una tipografia. Successivamente sorsero fabbriche tessili, di armi, e perfino un laboratorio per la produzione di corde per strumenti musicali, tale da divenire il centro più evoluto del Ducato. Il periodo di benessere continuò anche dopo la caduta del Ducato nel 1649 quando le truppe di Papa Innocenzo X Pamphili, distrussero Castro. Il “polo industriale” sopravvisse fino a tutto il 1700. L’acqua che scorre nel vallone del Rio Vicano ha permesso, nel corso dei secoli, lo sviluppo di varie industrie che diedero nuova linfa vitale ad un territorio di declinazione agricola. La Vecchia ferriera ne rimane l’emblema ed è un’appuntamento da non mancare, oggi di proprietà del Comune, mostra come un patrimonio di “archeologia industriale” possa essere valorizzato e al contempo rappresentare un modello che l’evoluzione tecnologica ha spazzato via. Il maglio che si può vedere ancora nella sua posizione originale, è la macchina su cui ruotava tutta la produzione della ferriera, il lavoro avveniva mediante il sollevamento della mazza che ricadeva sul pezzo da lavorare posizionato sopra l’incudine. Il maglio mosso da una ruota idraulica in legno che attraverso delle pale catturava la forza di caduta dell’acqua, convogliata in un canale, dove con la regolazione del flusso controllava la forza del maglio. La vecchia ferriera era un luogo di duro lavoro, fatto di fatica, rumore assordante, calore e le numerose pericoli insite nel lavoro stesso. A ricordare il duro lavoro manuale una bella scultura in ferro di un’artista locale, Rinaldo Capati. Mentre al laboratorio di Alfredo Mancinelli al vicolo 9 del Borgo di sopra c’è la rappresentazione della stampa su carta paglia, che per anni e stata prodotta nelle fabbriche locali, Alfredo, dopo una vita trascorsa in tipografia, fa rivivere ai visitatori la magia della stampa, attraverso i “caratteri mobili” un mondo ormai lontano anni luce prevalso oggi dalle tecnologie avanzate. Un borgo che nello schiamazzo dell’evento storico il carnevale, tra i dieci più belli d’Italia, consegna emozioni rese dalle antiche tradizioni di un nobile passato e da un paesaggio naturale incontaminato e di rara bellezza.

 

Foto di Luciano Pasquini

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