Ronciglione arriva il Carnevale è tra i primi dieci in Italia

L’aria di Carnevale a Ronciglione si sente: quell’aria frizzantina e inebriante che subito dopo il Natale ci ricorda che i giorni di assoluta follia sono vicini.

I ronciglionesi vengono così di colpo assaliti da quella voglia matta di divertirsi, di ballare fino allo sfinimento, voglia tenuta a bada per tutto l’anno e che all’improvviso non si può più fermare; quella voglia di coriandoli, di stelle filanti, di musica, di “fregnacce” e castagnole, di frappe e ravioli, quella voglia di lasciare tutte le preoccupazioni in un angolo per mettersi a nudo ma nei panni di qualcun altro.

Un carnevale storico le cui origini vanno indietro nel tempo: sembra che risalga addirittura al 1538, quando papa Paolo III Farnese per festeggiare l’investitura del figlio Pier Luigi Farnese a duca di Castro e Ronciglione concesse ai ronciglionesi tre giorni di bagordi, che a quanto pare i nostri avi non disdegnarono affatto.

Da allora lo spirito carnascialesco è in tutti noi e la secolare tradizione è diventata un appuntamento di così alta qualità da attirare di anno in anno un numero crescente di turisti. Anche perché il carnevale di Ronciglione accontenta tutti offrendo un programma molto vario.

Si parte il giovedì grasso con il suono del Campanone che annuncia l’inizio della festa e la consegna delle chiavi della città a Re Carnevale, a seguire poi il Gran Carnevale dei bambini, che si ripete il martedì grasso. Successivo importante appuntamento è il sabato grasso, che quest’anno presenta un’assoluta novità: la Carnival SoapBox Race, una parata tra vetture senza motore i cui conducenti mascherati si sfidano sul miglior tempo e sull’originalità.

Sempre la giornata del sabato è dedicata al Carnevale Jotto, la giornata gastronomica. La piazza di Ronciglione viene invasa dall’odore delle cucine dei tanti gruppi di cuochi che preparano deliziosi manicaretti per gli ospiti del Carnevale.

I Polentari, i Faciolari, i Tripparoli, i Fregnacciari e i Frittellari inebriano le vie trasformando la piazza in un’enorme sala da pranzo, dove tutti possono assaggiare i gustosi piatti accompagnati, com’è giusto, da una buona dose di vino. Per i più golosi è a disposizione una degustazione della famosa “Nellina”, cioccolata locale a base di nocciole.

Ma che i ronciglionesi abbiano il carnevale nel sangue è testimoniato dal grandioso Corso di Gala, che si svolge durante le due domeniche di carnevale. Migliaia di figuranti indossano meravigliosi abiti ideati dai ronciglionesi e realizzati dalle nostre sarte, tratto questo peculiare della manifestazione. Ad accompagnarli ci sono carri allegorici e bande folcloristiche, in primis la banda cittadina “Alceo Cantiani”, istituita nel 1835 e considerata la banda musicale più antica della provincia e la quarta più antica del Lazio. È proprio la banda ronciglionese a suonare il noto Saltarello, vivace e divertente ballo di gruppo tipico del luogo.

Un’attrazione sempre più apprezzata è anche il Carnevale della Notte, nato in maniera del tutto estemporanea dalla creatività e passione dei più giovani, che in un clima di sana competizione inventano ogni anno maschere sempre originali andando alla ricerca del nuovo e del “non visto”.

La manifestazione è in continuo divenire e riserva ogni anno straordinarie sorprese ai tantissimi spettatori pronti a sfidare le più fredde serate invernali pur di godere di uno spettacolo ogni volta unico all’insegna della creatività. Il Carnevale della Notte prosegue poi con i veglioni organizzati al Palacarnevale con la musica dei Miami Blue nella serata del sabato e di Nina Dj il martedì grasso.

E poi la maschera tipica, l’immancabile Naso Rosso, figura che incarna l’anima buontempona e godereccia dei ronciglionesi, e alla quale da oltre cento anni è dedicato il lunedì di Carnevale. Sono tantissimi i ronciglionesi che danno vita alla famosa “Pitalata”: indossando un camicione da notte bianco, un berretto da notte e un enorme naso rosso calano sulla piazza cantando un inno al vino e offrendo rigatoni al sugo tenuti in un vaso da notte (“pitale”).

Importantissimi protagonisti del carnevale sono anche gli Ussari che con le loro eleganti divise liberano una straordinaria energia per le vie del paese richiamando alla memoria quel battaglione di Ussari francesi che, durante l’occupazione del 1799, attraverso una scenografica galoppata rese omaggio al carnevale ronciglionese o, molto più probabilmente, a una ragazza del luogo.

Ed ecco poi arrivare il martedì grasso a chiudere i festeggiamenti. Da non perdere la rappresentazione della morte di Re Carnevale e l’apertura del suo testamento, il corteo funebre con la tradizionale fiaccolata della “Compagnia della Penitenza” e della “Compagnia della Buona Morte” e la partenza di Re Carnevale attraverso un globo aerostatico. Un giorno molto particolare in cui tristezza e stanchezza si mischiano alla voglia di festeggiare e di ballare ancora, fino alla fine, fino all’alba del mercoledì delle ceneri quando il paese si risveglia avvolto in un surreale silenzio per tornare poi molto lentamente alla normalità.

Ricordiamo che quest’anno la Pro Loco di Ronciglione organizza il primo Ronciglione Photo Contest “Tradizioni ed emozioni”, la cui partecipazione è gratuita e aperta a tutti a prescindere dall’esperienza fotografica. I partecipanti hanno a disposizione tre temi: il carnevale storico edizione 2018; le bellezze artistiche, paesaggistiche e architettoniche di Ronciglione; il lago di Vico. Per il regolamento completo contattare
la Pro Loco di Ronciglione via mail info@prolocoronciglione.it o al numero 0761/627596.

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