Roberta Pinotti ai ragazzi: non siete soli, contate sulle Forze Armate

Ha occhi neri, una leggera sfumatura di barba che contorna il mento, un volto da timido adolescente, è uno degli studenti presenti.«Signor primo ministro perché i nostri marò sono ancora in India?». Domanda a bruciapelo che tradisce l’emozione (il ministro in questione è, appunto, tale, ma non ancora capo del governo…auguri), ma che ha il merito di rompere il ghiaccio in mezzo una platea che comincia a tradire una certa irrequietezza.

Il ministro é Roberta Pinotti, titolare del dicastero della Difesa; la platea che le sta di fronte è composta da circa 600 studenti di tredici scuole di Viterbo e provincia, invitati a un incontro unico «per diffondere tra i giovani i fondamentali della cultura costituzionale, nella promozione della solidarietà, della cooperazione e della partecipazione responsabile, partendo dalla conoscenza della Costituzione e della cultura della Difesa». Così recita, in sintesi, il testo della meeting organizzato dal Comando Aviazione dell’Esercito (Aves) nel mega hangar dell’aeroporto di Viterbo.

In prima fila, dinanzi agli studenti, le massime autorità civili e militari del capoluogo (prefetto, vescovo, sindaco, capo di Stato Maggiore dell’Esercito), sulla tribuna la rappresentante dell’esecutivo che per una mezzora abbondante elenca i risultati raggiunti dal nostro Paese in campo internazionale nella lotta contro il terrorismo e contro l’Isis; nell’assistenza alle popolazioni travolte dalle guerre; nel sostegno all’immigrazione controllata.

Roberta Pinotti parla del passato, del presente, ma anche del futuro delle nostre forze armate nell’ambito di un progetto che presto sarà illustrato in una circostanziato ”libro bianco”. Allo studente risponde ricordando gli interventi che pure il governo ha promosso nel corso degli anni per tentare di liberare i nostri marò. Anche se ammette che «in passato sono stati commessi degli errori». Ma il tema clou della mattinata è evidentemente più generale: avvicinare i giovani alle Forze Armate. «Far capire loro, in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo, che non sono soli; che possono contare su di noi e che noi possiamo contare su di loro. Operare, insomma, un avvicinamento che è innanzi tutto culturale», spiega il capitano Carla Brocolini, affabile ed elegante ufficiale-donna, responsabile della Comunicazione dell’Aves.

Gli applausi all’indirizzo del ministro della Difesa testimoniano l’apprezzamento dell’iniziativa; l’hangar si rivela un contenitore di interessi generali a buon livello sulle tematiche internazionali. Vuol dire che la sensibilità giovanile c’è ed è rilevante, evidenziata pure da domande talvolta non esattamente in linea con la «responsabilità» del titolare della Difesa. Ma anche questa è linfa della democrazia e della giovinezza.

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