Ritorna la Festa dell’Uva del quartiere di Pianoscarano

Donatella Agostini

Ritorna l’attesa e tradizionale Festa dell’Uva del quartiere di Pianoscarano, vero cuore storico di Viterbo, tanto da essere considerato una vera città nella città. Ritorna anche il Palio delle Botti, giunto alla trentanovesima edizione. La manifestazione, che si svolgerà dal 21 al 24 settembre, è stata presentata il 20 a Palazzo dei Priori. “Sarà una festa popolare, nell’accezione più positiva del termine”, ha esordito il sindaco Leonardo Michelini. “Popolare nel senso di autentica, coerente con le nostre radici e le nostre tradizioni; non tanto nel segno della nostalgia, quanto dell’orgoglio di mettere in campo la nostra cultura. Pianoscarano, sorto a ridosso delle mura cittadine, e anticamente popolato da contadini, gente fattiva e con i piedi per terra, ha sempre avuto un’identità particolare rispetto agli altri quartieri della città. E ancora oggi la laboriosità e la concretezza si ritrovano tra le sue mura, che ospitano anche importanti realtà produttive”. Il calendario, ricco di eventi, è imperniato quest’anno sull’importanza del dialetto viterbese, “vero collegamento tra passato e presente: vogliamo uscire dal torpore che porta a dimenticare le nostre origini più autentiche, affinché la nostra comunità riscopra le radici e i valori su cui si basa “, ha aggiunto il vicesindaco Luisa Ciambella. Giovedì 21 settembre alle 16.00 è in programma “Piascarano a 4 zampe”, concorso di cani di razza e meticci, con esibizione dei cani utilizzati dalla Protezione Civile. A seguire, pesca di beneficienza. Dalle ore 18.30 si terrà un “Omaggio alla poesia dialettale viterbese”, a cura di Antonello Ricci e di Pietro Benedetti. Parteciperanno i ragazzi e gli insegnanti delle scuole primarie di Viterbo, a sottolineare il passaggio di testimone del dialetto fra passato e generazioni future. “I bambini sono il nostro futuro. Coltivare la dignità del dialetto in tempi difficili come i nostri ha un valore supplementare di civiltà universale” ha aggiunto Antonello Ricci. Il vincitore del concorso per la migliore poesia in dialetto viterbese sarà premiato venerdì alle 17.30, presso l’aula magna di San Carlo dell’Università della Tuscia, quando verrà presentato anche il volume “Poesie e prose in dialetto viterbese” di Emilio Maggini, illustre concittadino e poeta dialettale. E se non di sola parola si nutre il sentimento civile, ma anche di immagini, nella giornata di sabato è prevista la mostra di pittura estemporanea “Pianoscarano pittoresca”, per le strade e le piazze del quartiere. Il palcoscenico principale della festa sarà piazza Scotolatori, dove si svolgeranno le cene di beneficienza nelle serate di giovedì, venerdì e sabato: verranno serviti piatti tipici viterbesi, tra i quali l’acquacotta “giubba e calzoni”. Venerdì pomeriggio, messa e coro del Gruppo Alpini di Viterbo. Alle ore 20.00, raduno nazionale delle moto Harley Davidson. Dalle ore 21.30 grande spettacolo di magia con le esibizioni di una decina di illusionisti viterbesi. Sabato alla stessa ora è in programma la festa dei Sorcini, un concerto-tributo a Renato Zero con il gruppo Daniele Si Nasce. La giornata clou sarà domenica 24: nella mattinata, cicloraduno cittadino, organizzato dall’Avis comunale e dedicato alla memoria di don Armando Marini. Nel pomeriggio, spettacolo del gruppo delle Sbandieratrici e del Corteo storico medievale alle 16.30. A seguire si effettuerà la pigiatura dell’uva come una volta, ossia a piedi nudi, e alle 17.00 verrà dato il via all’attesissimo Palio delle Botti. Le botti verranno sospinte e portate in spalla dai concorrenti, lungo la salita verso il traguardo. Nel frattempo, la splendida fontana a fuso di Piazza Fontan di Piano butterà tradizionalmente vino anziché acqua. In serata, gara di pasticceria aperta a tutti. “La festa è cresciuta nel tempo e la sua organizzazione ha rappresentato una grande sfida, soprattutto per i nuovi adempimenti legati alla sicurezza”, ha aggiunto Paolo Bracaglia, presidente del Comitato. “Non siamo un comitato grandissimo, ma i piascaranesi sono tignosi! Siamo stanchi, ma soddisfatti. Si lavora tutti per un unico risultato, che è quello della solidarietà. Per questo vi aspettiamo numerosi alle cene di beneficienza”.
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