Rinaldo Capaldi: dal Carnevale di Ronciglione a Come ferro vivo

“Quando non puoi non disegnare, l’arte è fonte di vita”. L’arte è linguaggio universale, è bellezza e armonia. E l’opera d’arte nasce in modo misterioso, enigmatico, mistico. Staccandosi dall’artista assume una sua personalità, e diviene un soggetto indipendente con una sua vita concreta. Questa è l’arte per Rinaldo Capaldi, storico artista di Ronciglione che ha dedicato tutta la sua esistenza alla creatività. “Ho bisogno di creare, è la mia linfa vitale. Non sono mai soddisfatto né appagato di quanto realizzo, perché la miglior opera d’arte è quella che mi frulla per la testa, quella che ancora devo realizzare”.

Di eclettica creatività, la formazione di Rinaldo è notevole. Dopo aver studiato con profitto all’Istituto Statale d’Arte di Civita Castellana, dove ha conseguito il diploma di Maestro d’Arte e quello d’Arte Applicata, i suoi primi lavori sono concentrati nel campo della ceramica e della decorazione. Dal 1973 si dedica ad allestimenti allegorici in cartapesta, polistirolo, plastica per eventi folcloristici, set cinematografici e discoteche. “Ci sono varie forme di arte, tutte importanti per uno scultore come me, perché ciò che conta è l’idea iniziale, lo spunto, il disegno da cui tutto prende vita. Mi piace lavorare con materiali diversi, nel corso degli anni ho usato di tutto, è la materia che mi chiama. Poi, una volta realizzato su carta il movimento che mi interessa, la scultura in sé ha già forma, è stata già creata, passa in secondo piano il materiale con cui poi la presento al pubblico”.

Rinaldo ha sempre sperimentato e cercato di imparare dalla vita, dall’esperienza e dal lavoro artigianale, e soprattutto da ciò che la Tuscia aveva ed ha da offrirgli. Il legame con il suo territorio è fondamentale. “Il bagaglio che il mio paese mi ha permesso di formare è inestimabile, ho fatto tanta esperienza, ho conosciuto artisti, intenditori, ma soprattutto ho visto il lavoro artigianale dei miei concittadini quando ancora ero bambino, e con i calzoncini corti correvo a portare il pranzo a mio zio che lavorava in ferriera tra il fumo e un caldo insopportabile”.

Veterano maestro del Carnevale di Ronciglione, di cui è stato artefice di innumerevoli opere in cartapesta, ora si dedica a mostre ed esposizioni personali. “Ho dedicato trentacinque anni di lavoro al Carnevale di Ronciglione, che vanta una lunga e splendida tradizione, sono tanti veramente tanti, per questo ho deciso di chiudere e passare ad altro, sempre nell’ambito della scultura ma per me stesso, per la mia forza interiore, per come sono fatto io e per quel che mi interessa. Voglio essere e sentirmi libero di creare, disfare e riprovare, come piace a me, in perfetta autonomia creativa”.

Rinaldo in questi anni ha curato mostre e retrospettive dei suoi concittadini, in una serie di esposizioni presso la Cantina delle Maestranze a Ronciglione, tutti eventi che hanno riscosso grande consenso per i nomi prestigiosi degli artisti e grazie al mecenatismo di Gianni Di Mattia. Ora, il 2 aprile, prenderà vita sempre a Ronciglione una nuova sua mostra personale di scultura, Come ferro vivo, in programma fino al 25 aprile presso il Museo della Ferriera Vecchia.

“In questo momento sento che le mie idee combaciano con il ferro, ciò che ho in mente si può visualizzare con questo materiale e così faccio per almeno otto ore al giorno nel mio laboratorio in aperta campagna, lontano dalle distrazioni, in assoluto silenzio, creo ciò che sento. Esporrò tutte sculture in ferro, figure in movimento, quello che in questo momento mi interessa di più, il corpo umano nello spazio sia esso un musicista, un atleta, una madre che culla il figlio e così via. Pochi pezzi saranno colorati, molti invece sono stati lasciati grezzi, quasi arrugginiti, perché così li ho pensati e voluti per il Museo della Ferriera Vecchia, un ambiente unico che mi ha ispirato questo progetto, di unire il passato industriale e il mio presente artistico. Devo ringraziare chi ha collaborato con me, Alessandra Corsi, critico d’arte, e l’Associazione Culturale Andar per Arte di Ronciglione”.

Oltre a Come ferro vivo, il 16 aprile sempre presso il Museo della Ferriera, Rinaldo sarà artefice di un’altra manifestazione importante dedicata all’attuale tema degli sbarchi clandestini, mentre a maggio sarà a Viterbo sempre con una manifestazione sul sociale. “A Ronciglione  inaugurerò un’installazione per parlare a modo mio del penoso e attuale problema degli sbarchi clandestini. Non vorrei svelare molto, ma si tratta di cercare di non evitare questa disperazione, questo coraggio nell’affrontare l’ignoto, questo pericolo costante di morire, per cui ci si affida alle onde e si attraversa il Mediterraneo verso lidi amici. Poi nel mese di maggio mi sposterò a Viterbo, per un’altra importante occasione dedicata alle tematiche sociali”.

www.rinaldocapaldi.net

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