Q e dintorni. Wu Ming si racconta per Librimmaginari

Wuming

E ringraziate che ci sono io, che sono una moltitudine  (Andrea Pazienza)

Esordivano così:

Luther Blissett siamo noi

Luther Blissett è chiunque voglia esserlo

In definitiva, tutti sono Luther Blissett

Quindi, Luther Blissett è nessuno

Mettete assieme quattro uomini con la passione per la scrittura, armateli di carta, penna e immaginazione e vedrete che i risultati saranno eccezionali. Per lo meno, così è stato per Wu Ming (senza nome); un collettivo di scrittori bolognesi ospite di Viterbo nell’ambito del festival Librimmaginari domenica 23 Novembre. Uno dei componenti, Wu Ming 2,  ha presentato al Biancovolta “L’armata dei Sonnambuli” e poi al Circoo LA ha narrato quella che è stata l’esperienza di Wu Ming a partire dal primo grande romanzo di esordio:”Q“.

Ma prima di parlare di “Q”, facciamo un salto indietro nel tempo. Siamo a metà anni ’90, quando il collettivo è conosciuto ancora con il nome di Luther Blissett; questo era lo pseudonimo collettivo utilizzato da un numero imprecisato di artisti, performer, squatter e riviste underground, che spacciandosi per vero media anche attraverso una radio, denunciavano la superficialità e la malafede del sistema mass-mediatico. Lo facevano anche distribuendo informazioni non veritiere; diciamo che “amavano raccontare balle”. Tutti credevano alle loro beffe; giornali e tv, montavano servizi sulle informazioni che loro veicolavano. Inoltre, producevano dei loro saggi, molto a stampo dadaista e ai limiti dell assurdo; proprio grazie a questi saranno notati da Einaudi.

Prima che la grande casa editrice, però, si accorgesse di loro, uno dei giovani Luther Blissett, propose di scrivere un romanzo a più mani; accettarono in quattro e nacque il collettivo di scrittori che poi sarà Wu Ming. Dopo aver ragionato sulla tipologia di romanzo da scrivere, presero ispirazione da un saggio di Vanaigem “il movimento del libero spirito”, che cercava di fare da intermezzo tra la Chiesa Protestante e quella Cattolica. Nel frattempo era uscita l enciclica di Giovanni Paolo II “Ut Unum Sint”. Le basi c erano. Il loro sarebbe stato un romanzo storico. Nel 1999 uscì “Q”.

“Q” riscuoterà in poco tempo un grande successo; tradotto in 14 lingue e pubblicato in 30 Paesi. In esso, narrativa e storiografica si fondono assieme, o come afferma uno dei componenti del collettivo, Wu Ming 2(Giovanni Cattabriga) <<la narrativa è un metodo di ricerca e intuizione delle cose, che può scovare le verità là dove la storia ha lasciato dei buchi>>. Q fu un romanzo rivoluzionario, perchè pur narrando una storia ambientata nel ‘500, va a rovistare tra le pagine della storia, estrapolandovi temi non ancora molto conosciuti o approfonditi: gli anabattisti, la riforma protestante, Lutero e le tesi di Wittenberg.

Ma, ancor più importante per il territorio della Tuscia, è che in “Q” viene posta per la prima volta l’attenzione su “L’Ecclesia Viterbiensis“. Da qui, il legame tra Wu Ming ed Egidio17, progetto viterbese che vuole sottolineare come Viterbo, al pari di Wittenberg e Venezia, sia stata centrale nelle vicissitudini della Riforma, visto il legame tra Lutero e Egidio da Viterbo.

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