“Proscenio Aggettante”: il teatro oltre ogni diversità al Boni

Il teatro, come elemento centrale per giocare alla vita, diventarne registi oltre che interpreti. Con la sua attitudine ad aggregare rapporti umani, come esempio di integrazione, partecipazione dal basso e solidarietà. In un comune sentire. Lo stesso che muove “Proscenio Aggettante“, il festival del teatro sociale organizzato dalla Federazione Italiana Tempo Libero Cgil Cisl Uil, con il patrocinio di Regione Lazio, Comune di Acquapendente e Teatro Boni e il supporto di UnipolSai Assicurazioni.In scena, le compagnie e gli spettacoli vincitori delle rassegne locali organizzate nei mesi scorsi, da Nord a Sud. Il sipario si è levato il 6 settembre alle 21, la Compagnia Eta Beta Teatro (Ausl di Viterbo Dipartimento Materno Infantile FITeL Lazio) che ha portato in scena “L’età del caos” per la regia di Sandro Nardi. “Lo spettacolo che – affronta le tematiche dell’adolescenza: così fragile, ribelle e dolce allo stesso tempo, ma a volte irrequieta perché sovrastata quotidianamente da una serie di domande e risposte amletiche. Una messa in scena teatrale ironica, divertente, giocosa e riflessiva per analizzare, discutere e affrontare un’età bella quando difficile”.
Mercoledì 7 settembre, sempre alle 21, è la volta della Compagnia Teatrale “I Bumburisti” (FITeL Emilia Romagna) che propone la commedia “Come topi in trappola” per la regia di Stefania Amati. “Tra il giallo e la commedia, lo spettacolo prende il via dalla domanda: cosa succederebbe se otto sconosciuti rimanessero bloccati dalla neve e tra di loro ci fosse un assassino? La serenità di una piccola pensione gestita da due novelli sposini viene minacciata dall’arrivo di un sergente di polizia convinto che tra gli ospiti dell’albergo si celi un pericoloso omicida…”.
“Nel mirino di Cechov: colpi di passione” è, invece, la commedia che l’Associazione Gruppo Arte e Cultura (FITeL Piemonte) rappresenta giovedì 8 settembre alle 21. “Tre atti unici di Cechov: L’orso, La corista e La proposta di matrimonio. Come sempre nei drammi cecoviani c’è la comicità della vita, come sempre nella comicità cecoviana c’è il dramma della vita, per cui, tra amore e contro amore, tradimento e contro tradimento, tra i duetti degli scherzi e i contrappunti seri, chi ne paga, poi, le spese è sempre chi sta sotto. Il grande Anton Pavlovic ironizza sulla cattiva coscienza dei borghesi, quelli che ancora oggi sbeffeggiano i diseredati e gli idioti”.
“Chiòve” di Paul Mirò, per la regia di Lucio Piezzo, è sul palco venerdì 9 settembre alle 21 grazie alla Compagnia Teatrale “A chiave e’ ll’acqua” (FITeL Campania). “Lo spettacolo è un riadattamento napoletano della messinscena catalana che descrive un triangolo amoroso tra una giovane prostituta, il suo fidanzato-pappone e un cliente molto speciale di professione libraio. Una fiaba moderna d’amore, cruda e veloce, che racconta di amarezza, voglia di sentirsi normale, di vite spezzate e d’illusioni”.
Gran finale, sabato 10 settembre alle 20.30 con la serata speciale presentata dalla giornalista Cristina Carbotti, interamente dedicata alla premiazione dei premi FITeL 2016 assegnati dalla giuria presieduta dall’attrice Gianna Paola Scaffidi, a cui spetterà il compito di decretare il miglior spettacolo, la migliore regia e poi interpretazioni, scene e costumi migliori.
Ospite d’onore: Barbara De Rossi, che reciterà alcuni brani del recital a due voci “Coro di donna e uomo”, che la vede protagonista insieme a Francesco Branchetti del testo scritto da Gianni Guardigli. Dopo il pieno di applausi incassato nella passata stagione teatrale, alle 21.30 tornano poi a bordo del destabilizzante “Disorient Express”, Cinzia Leone e Fabio Mureddu, che fotografa “un’umanità disorientata e travolta da costanti cambiamenti”, da un monologo sulla crisi ad uno sul traffico, da un’assurda messa in scena di Romeo e Giulietta ad un rito di esorcismo contro la tv. Proposte tutte ad ingresso libero.

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