Presentazione del libro di Claudio Minoia e Pietro Comba sull’amianto

In concomitanza con la campagna di informazione “Toglitelo dalla testa – Bastamianto”, la ASL di Viterbo ha organizzato giovedì 19 aprile alle ore 15,30, presso la sala conferenze della Fondazione Carivit di palazzo Brugiotti a Viterbo, la presentazione del volume curato dal professore Claudio Minoia e dal dottor Pietro Comba.

All’incontro parteciperanno il presidente della Fondazione, Mario Brutti, il direttore generale della Asl, Daniela Donetti, e il direttore del Centro di riferimento regionale Amianto, Fulvio Cavariani.

“Il libro – spiega Cavariani – intende fornire uno strumento di lavoro e di approfondimento per tutti coloro che sono interessati alla problematica della prevenzione dei rischi e dei danni per la salute legati alla grande diffusione di materiali che contengono fibre di amianto nei luoghi di vita e di lavoro. L’opera contiene i contributi scientifici di oltre 140 studiosi italiani e stranieri che si occupano dell’amianto, da vari punti di vista, da quello sanitario, a quello epidemiologico, da aspetti analitici a quelli ambientali, fino alle ricerche più recenti in campo genetico. Contenuti che permettono di approfondire gli aspetti salienti ad oltre 25 anni della messa al bando in Italia con la Legge 257/1992, che ha avviato il processo di dismissione”.

Gli autori del volume, Claudio Minoia e Petro Comba, sono tra i principali studiosi della materia. Il primo in qualità di tossicologo ambientale e occupazionale, il secondo nell’attività che svolge all’interno del dipartimento di Ambiente e salute all’Istituto superiore di sanità.

“La fuoriuscita dall’amianto – conclude Cavariani – sembra ad oggi ancora lontana, con oltre 25 milioni di tonnellate di materiali che lo contengono, diffusi in tutto il paese, e le oltre 1000 vittime per mesotelioma (tumore incurabile correlato con la esposizione con le fibre di amianto) che ogni anno vengono registrate. Anche per questo motivo, la Asl ha organizzato l’iniziativa che intende favorire una migliore e corretta conoscenza delle problematiche connesse a una convivenza ‘sicura’ con la presenza diffusa di questo grave pericolo per la salute”.

 

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