Presentazione dei volumi: M. Marzullo, Grotte Cornetane sulle tombe dipinte di Tarquinia

Martedì 20 giugno alle ore 16.30 presso la sala delle Colonne Doriche verranno presentati i due volumi dei supplementi della Collana Tarchna di Matilde Marzullo: “Grotte Cornetane: Materiali e apparato critico per lo studio delle tombe dipinte di Tarquinia” e “Spazi sepolti e dimensioni dipinte nelle tombe etrusche di Tarquinia”

“Grotte Cornetane: Materiali e apparato critico per lo studio delle tombe dipinte di Tarquinia”

Le tombe dipinte di Tarquinia (patrimonio dell’Unesco dal 2004) costituiscono uno dei fenomeni più noti ed indagati del contesto funerario etrusco. Nonostante ciò sono ancora troppo spesso scarne e frammentarie le notizie che le riguardano. Da tale constatazione nasce questo libro, frutto di una ricerca condotta nel corso di quasi dieci anni su materiali spesso del tutto inediti.

L’indagine mette in relazione numerose fonti raccolte e arriva a riconoscere circa cinquecento possibili ipogei dipinti nella sola Tarquinia, ponendosi l’obiettivo di formare la più aggiornata e completa sintesi della composita documentazione concernente ciascuno di essi. Grazie alla progettazione in veste anche digitale, l’opera permette di appezzare complessivamente l’insieme dei dati raccolti, facendo dialogare informazioni grafiche e descrittive e costituendo un sistema di strumenti creati appositamente dalle esigenze della pittura parietale funeraria etrusca, espressamente sviluppati per approfondire le istanze tarquiniesi.

“Spazi sepolti e dimensioni dipinte nelle tombe etrusche di Tarquinia”

I circa cinquecento monumenti funerari dipinti portati in luce nella precedente ricerca formano un complesso di testimonianze eccezionali per qualità e quantità e costituiscono la base di partenza dell’indagine mirata ad indagare le scelte e le motivazioni alla radice della loro formazione e del loro sviluppo. Il volume, concentrandosi sulle specificità tarquiniesi, sviluppa categorie che tengono conto di ciascuna peculiarità pittorica e architettonica nel divenire storico, arrivando a descrivere per la prima volta in maniera integrale l’evoluzione dei sistemi compositivi dei monumenti tarquiniesi. Grazie a tali risultati è possibile osservare più nel dettaglio la storia degli ipogei, arrivando ridefinirne le ragioni, gli scopi, la valenza sociale e il ruolo all’interno della collettività.

Introduce Alfonsina Russo, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, presentano i volumi Gilda Bartoloni, Sapienza – Università di Roma, Maria Bonghi Jovino, Università degli Studi di Milano, Stefano De Caro, Direttore Generale del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali.

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