“Pietro Vanni. Dentro e fuori il suo tempo” con l’artista Marco Zappa,

Terzo ed ultimo appuntamento con la cultura nel cimitero di Viterbo dopo l’esecuzione il 21 giugno scorso del Requiem di Mozart diretto da Fabrizio Bastianini e la visita guidata dell’8 ottobre tra le tombe monumentali con la “Banda del racconto” di Antonello Ricci.

Domenica 27 novembre alle ore 16,00 con ingresso libero Marco Zappa, artista e docente alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, terrà nella chiesa cimiteriale di San Lazzaro a Viterbo la conferenza sul pittore viterbese Pietro Vanni dal titolo “Pietro Vanni, dentro e fuori il suo tempo”. L’iniziativa è del gruppo consolare di Viterbo del Touring Club guidato da Vincenzo Ceniti in collaborazione con il Comune.

“Vanni (1845-1905) – si legge nell’invito – vive la sua fase artistica in un momento di transizione tra l’accademismo italiano e il rinnovamento aggressivo e pressante delle avanguardie. La scelta è orientata verso la tradizione pur denotando uno sguardo attento alle nuove proposte pittoriche”.

La chiesa di San Lazzaro (1895), dove si svolgerà l’incontro, è completamente decorata da Pietro Vanni con affreschi che riproducono, nelle mura parietali, la Resurrezione di Lazzaro e la Resurrezione della carne. Sulla volta è il Trionfo della Croce e nell’abside è dipinto un Cristo crocifisso avvolto da una cerchia di angeli in volo.

Altre opere celebri di Vanni, sparse in Italia e in Europa, sono la Peste di Siena (dispersa), i Funerali di Raffaello, l’Odalisca, la Decollazione di san Giovanni Battista e il Cristo deposto (custodito nel Museo del Colle del Duomo di Viterbo). Di grande valore documentaristico è lo Sposalizio della Vergine, copia dell’affresco quattrocentesco di Lorenzo da Viterbo. Notevole nel cimitero viterbese la cappella Calabresi-Vanni da lui realizzata negli affreschi, nelle sculture e nelle decorazioni.

La città di Viterbo è tra le poche in Italia ad aver promosso iniziative culturali in un cimitero. Oggi apprendiamo che il Mibact ha previsto la creazione di un Atlante dei cimiteri monumentali e del turismo della memoria. I cimiteri italiani – si legge in una nota ministeriale – non sono solamente luoghi per accogliere i defunti, ma rappresentano anche la memoria della collettività e custodiscono molte opere artistiche, talvolta come veri e propri musei a cielo aperto. Secondo un’indagine condotta da Jfc, questa tipologia di turismo, già molto diffusa all’estero, sta diffondendosi anche in Italia. Nel 2016 si stima saranno 102mila i visitatori complessivi nei 90 cimiteri italiani di interesse turistico: un dato in forte crescita, con un incremento, nell’ultimo triennio, del +55,9%.. Un altro elemento è quello del livello d’internazionalizzazione, anch’esso raddoppiato nel triennio, passando dal 13,2% al 24,1%. Cultura e architettura, visite a personaggi storici e ricerca interiore sono i fattori che sostengono l’incremento del fenomeno

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