Pesca a Mosca una filosofia di vita allo Spazio Corsaro

Una serie di 10 incontri di carattere filosofico a cadenza settimanale che si svolgeranno tutti in aula, ai quali verranno abbinate un paio di uscite primaverili sul fiume.Organizzati allo Spazio Corsaro in via Ripetta 20 a Chia- Soriano nel Cimino.S’inizia giovedì 23 febbraio alle ore 18.00.
“La pesca è da sempre – così come la caccia – insita nell’animo umano. Fa parte del bagaglio storico-culturale dell’uomo, a sua volta predatore e preda nell’Universo umano. Predare ci è naturale, da sempre. Atavico. Inconsapevolmente istintivo. L’evoluzione socio-culturale dell’Umanità ha fatto sì che questo istinto si sia sopito, ma non certo cancellato e rimane, intrinseco, nell’animo di ciascuno di noi. La pesca, o più correttamente, l’attività alieutica si è trasformata di pari passo con l’evoluzione sociale al punto da assurgere alla qualifica – errata e fuorviante – di “sportiva”. La pesca con la mosca ne è una derivazione specialistica – ma non troppo – che deriva da una valutazione e considerazione più filosofica che materialistica dell’atto predatorio e getta le sue radici in un passato più profondo di quanto si creda, permeato di credenze, superstizioni, modi di vivere e di essere all’interno del proprio tempo. La pesca con la mosca racchiude in sé stessa tutto lo scibile dell’attività alieutica ma ben pochi ne prendono atto, stravolti e travolti dall’imperiosa corsa verso il consumismo che fa dimenticare le sensazioni che ci attraversano quando, seduti su un masso, godiamo della vista di una farfalla che si posa su un fiore lungo l’argine, dello stormire delle fronde alla brezza serale e, dentro di noi, ci apprestiamo ad apprezzare la nostra presenza all’interno dell’Universo. Ma è un attimo, solo un attimo. La vista del pesce che sale repentino sulla nostra imitazione di uno dei tanti insetti che popolano le acque ci risveglia dal torpore e la nostra reazione è subitanea, decisa. Il predatore ha vinto ancora una volta: la cattura è assicurata. Potremmo riporla nel cestino e destinarla alla mensa. Ed invece no: al pari del saggio cinese, che già secoli or sono era arrivato alle nostre conclusioni, decidiamo di rimetterlo nel suo elemento. Illeso. Pronto ad una futura sfida. Pronto a soddisfare una, cento, mille volte il nostro istinto predatorio. E noi saremo sempre più consapevoli che la pesca a mosca non è meramente un’attività predatoria bensì una filosofia di vita”.

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