“Perfetti sconosciuti”: il cellulare, la scatola nera della nostra vita

Un film appena uscito ma ormai in tutte le sale.
Genovese, il regista, racconta di un’idea scritta di getto, la cui magia è nella maniera particolare di raccontare quanto, ormai, siamo “frangibili, mettendo al centro di questo tavolo uno strumento fertile per raccontare il presente: il cellulare, la scatola nera delle nostre vite”.
Il pubblico è l’ottavo invitato che osserva e assiste allo sciogliere delle vicende attraverso una sceneggiatura forte, dentro un’unità di luogo, quasi tutto è girato in sequenza, ricordando un’impostazione teatrale.
Dentro c’è tutto: “il sorriso e il dramma insieme”, dice il regista, usando un parallelo con Ettore Scola.
“E’ un inno all’andare oltre, a prendere la vita di petto e smettere di idealizzare l’oggetto, per farne un uso più consapevole” afferma Anna Foglietta, che nel film è Carlotta. I segreti vengono allo scoperto, insomma, insieme alla consapevolezza forse di non sapere molto l’uno degli altri.
Perfetti sconosciuti è di fatto una fotografia su quanto un oggetto utile e inseparabile come lo smartphone stia diventando sempre più dannoso perché, anche a causa dell’utilizzo mal dosato, cancella qualunque tipo di vera comunicazione.
Il film appena uscito nelle sale si annuncia come un successo, ha già suscitato l’interesse di cinque paesi esteri tra cui Francia, Germania e Spagna.

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