Pasquale Altieri alla Serpara: un “Trait d’union”tra architettura e paesaggio

Il 15 Ottobre, nell’ambito della Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI in tutta
Italia, il Giardino La Serpara inaugura Trait d’Union, mostra temporanea di Pasquale Altieri,curata da Marco Trulli che apre un ciclo di esposizioni temporanee presso l’atelier del giardino. Iniziativa in collaborazione con la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studidella Tuscia della Prof. Elisabetta Cristallini

Altieri artista versatile ricuce il filo rosso che lo lega al Giardino La Serpara con un nuovo progetto che esita sulla relazione tra architettura e paesaggio, come già aveva fatto con Ex tempore,
il portale in peperino che disegna un accesso monumentale al giardino.

Trait d’union deriva dalla propensione dell’artista ad accumulare in maniera incessante
immagini, o brandelli di esse, che rimangono in attesa di essere ricombinati dall’artista
all’interno di nuovi inneschi di significato e rebus visivi. Questi incontri casuali con le
immagini sono alla radice della concezione di molte opere di Altieri, sono inciampi del
quotidiano che fanno sedimentare nel lavoro dell’artista ipotesi di nuove ricerche e
associazioni spontanee.

Il lavoro nasce dal reperimento casuale di un libro che Altieri custodisce da anni nel suo
archivio. Robert Maillart’s Bridges: The Art of Engineering documenta, attraverso la
fotografia, le opere dell’ingegnere strutturista Robert Maillart, innovatore nella costruzione
di grandi strutture in cemento armato nella prima metà del Novecento. I ponti di Maillart si
librano leggeri in mezzo a precipizi impressionanti, si inseriscono in maniera sorprendente
nel paesaggio, disegnando traiettorie agili ed eleganti. Questi ponti sembrano tratti
disegnati a matita, costruzioni ardite integrate con sorprendente naturalezza nel
panorama.

Altieri si concentra sull’uso evocativo dell’immagine del ponte e, ricorrendo ad una tecnica
già adoperata in altri lavori (Varsavia blues), la ingrandisce e ne vira la cromia, con l’uso
del blu e dell’oro, attivando nuovi livelli di senso. La natura delle immagini viene così
alterata da una nebbia cromatica che amplifica l’episodio chiave dell’immagine stessa:
l’arcata disegnata nel vuoto, il balzo inatteso del cemento armato che si verifica in maniera
imprevista all’interno del panorama. Il ponte, come simbolo adottato dall’artista, diventa il
frutto di una ingegneria del dialogo ancora possibile tra contesti diversi, lingue e paesaggi
lontani.

Trait d’union
Programma della giornata
15.00 Apertura del giardino
16.00 Inaugurazione della mostra
17.00 Visita guidata con Marco Trulli
17.30 visita guidata con Paul Wiedmer

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