Paolo Misciattelli, fece conoscere le ceramiche di Vasanello nel mondo

Luciano Pasquini

Ad attenderci sulla porta principale del castello, la marchesa Elena Misciattelli, figlia di Paolo Misciattelli  e proprietaria del Castello Orsini fin dal 1907, è giunta da Roma per accompagnaci nella visita al castello. La luce delle prime ore del mattino invoglia a scattare foto all’esterno di questo splendido castello, forse uno dei pochi della Tuscia, che mantiene inalterato il suo “genius loci”. La stanza  a piano terra, che raccoglie numerose opere in ceramica, frutto dell’intuizione del Marchese Paolo Misciattelli professore di chimica e tecnico ceramico, dotato di un raffinato gusto artistico, doti che utilizzò per di innalzare qualitativamente la produzione locale, fino allora concentrata sulla ceramica a “terra rossa”  sostituendola con quella bianca, detta dell’impasto Dolomitico più adatto per le ceramiche artistiche. L’innovativa produzione fu sistemata nelle ex scuderie del castello. Inizia cosi un periodo fecondo che raggiunse l’apice negli anni 60 – 70 dove collaborarono artisti di fama internazionale quali Marino Mazzacurati, Renato Guttuso del quale possiamo ammirare alcune decorazioni su piatti, frutto di alcuni schizzi preparatori, del  famoso quadro  Vucciria  che il Maestro di Via Margutta  donò a Mimmo Spadini  famoso per le sue commesse a Tiffany,  Giulio Francesconi scultore Viareggino che giunto  a Vasannello negli anni ’40 fondò una scuola di arte ceramica con l’intento di non far morire l’arte millenaria delle terrecotte di Vasanello. Purtroppo nel 1978 la fabbrica chiuse e da allora tra alterne vicende per  recuperare un patrimonio di conoscenza e professionalità non hanno sortito grossi risultati. Resta però un sito quello delle fornaci nelle ex scuderie dei Barberini ricco di storia industriale e di fascino,  sicuramente va inserito in un circuito turistico anche grazie alla recente apertura nei pressi del castello di un piccolo ufficio turistico, grazie ai fondi Europei, esso può rappresentare una spinta alla valorizzazione del paese, riuscire cosi a fare da tramite tra i potenziali visitatori e le esigenze del castello, magari si può iniziare ad aprirlo una domenica al mese, a gruppi che si sono precedentemente prenotati, tramite l’ufficio turistico il quale fornirà  le guide ufficiali, le sole che possono far apprezzare appieno le bellezze del sito. Restituire  così ai visitatori un indimenticabile viaggio nella storia e nella nobile arte della ceramica, dove il paese di Vasanello insieme a Faenza hanno contribuito in parte a scrivere questa bellissima pagina di  storia.

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