Paolo Angelosanto: personale al Disambigua art-space

angelo

Disambigua art-space presenta le linee guida di matrice segnica del progetto di residenza “Indagine eco-performativa” di Paolo Angelosanto, che si svolgerà contemporaneamente presso PACA_ Proyectos Artisticos Casa Antonino, a Gijón, Spagna.

Il progetto di collaborazione tra PACA_ e disambigua art-space attraverso la residenza di Paolo Angelosanto, vuole essere un segnale periferico-partecipato tra due realtà artistiche, una sinergia che dia modo di riflettere sulla centralità dell’artista nella società, tramite un’Indagine eco-performativa.

Essendo l’artista contemporaneo un attivatore di sensi dal ruolo e confini sempre più incerti, l’Indagine eco-performativa vuole dare all’artista un’occasione di riflessione intima che si misuri innanzitutto con l’ambiente che attraversa e in completa libertà. Ambiente inteso come natura (in)contaminata nel quale leggere e dove indagare i micro-movimenti della natura stessa collegati con il cammino dell’artista nel periodo di residenza e, in una visione più ampia, con il cammino/ruolo dell’artista all’interno della società. La restituzione dell’Indagine eco-performativa, libera da condizionamenti, diventerà possibilità, per lo spettatore e le realtà artistiche, di entrare nella dimensione intimo-poetica dell’artista, e riflettere pertanto su quali siano i margini di autonomia effettiva nei quali si muove.

Una ricostruzione che avrà come termine di comprensione il sostegno figurato di un ideogramma.

Residenza d’artista: “Indagine eco-performativa” di Paolo Angelosanto – PACA

Mostra personale: “Indagine eco-performativa” di Paolo Angelosanto – disambigua

Progetto di collaborazione “Segnale periferico-partecipato” tra PACA_ Proyectos Artisticos Casa Antonino e disambigua artspace

PACA:  http://pacaproyectosartisticos.com

Paolo Angelosanto, nasce a Saint Denis (Francia), vive e lavora a Roma. Protagonista indiscusso nel panorama dell’arte contemporanea, si muove nell’ambito della performance, utilizzando il corpo come medium espressivo e trasponendo tale attitudine in progetti e sperimentazioni di vario tipo, sino ad arrivare a quello d’impronta curatoriale. I suoi lavori sono caratterizzati da una forte dimensione intimo-poetica, che impianta nell’ambiente politico e pubblico che istituisce, o al quale si rivolge. Un tracciato performativo-poetico esce dall’intero corpus dei suoi progetti nei quali sperimenta vari linguaggi tra cui disegno, scultura, pittura, fotografia e video. Analizzando il suo ultimo progetto curatoriale ‘Ginnastica della visione’ (itinerante) Festival di Performance Nomade, che concerne una riflessione sul ruolo dell’arte performativa nell’arte visiva, possiamo trarre la misura di come lo stesso tracciato, si materializzi in un disegno esteso, dilatato nello spazio e nel tempo. L’esercizio della curatela e l’anima dell’artista coabitano, permettendogli di alimentare la condivisione del processo creativo e di farlo attraverso il coinvolgimento diretto degli artisti.

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