Paola Igliori: Villa Lina “il segreto meglio custodito d’Italia”

C’è sempre un qualcosa di delicatamente informale, ma equilibratamente raffinato nelle scelte di Paola Igliori. Che sia all’Esquilino, nel cuore multietnico di Roma, città dove è nata, o nell’East Village a New York dove ha una casa, o semplicemente nella dimora storica di Villa Lina a Ronciglione, una residenza che suo nonno Ulisse acquistò negli anni ’20, per donarla alla moglie Lina (diminutivo di Evelina), in occasione del suo 29° compleanno. Altri tempi!
L’attenzione al dettaglio per Paola è il frutto di un fluire ricorrente tra esperienze, affinità elettive, empatie.
E’ una donna dai tratti delicati, a cui riesce difficile dare un’età. Come pure è difficile classificare la sua professione, che in effetti è molte cose: poetessa e scrittrice, fotografa e filmmaker, manager culturale e, soprattutto, inesauribile viaggiatrice. Una donna multiforme, cresciuta in un ambiente intellettuale di grande apertura mentale. Ex moglie di un pittore, Sandro Chia, padre di suo figlio Filippo, oggi trentaquattrenne. E un legame forte e autentico con la Tuscia, ancorato a Villa Lina, una dimora dell’ottocento vissuta non solo come il buen retiro, ma come il suo pensatoio, il luogo da cui partire con l’idea di ritornare.
A 5 minuti dalla piazza principale di Ronciglione, il carnevale storico tra i dieci più belli d’Italia ferve nei preparativi. E’ qui che in questi giorni Paola Igliori sta disponendo l’uscita del suo ultimo libro.

Lasciamo per un attimo alle spalle il frastuono e imbocchiamo la via ritemprante di Villa Lina a Ronciglione.

Villa Lina, cosa rappresenta per lei?
Villa Lina rappresenta l’infinita abbondanza della Natura, la sua presenza silenziosa e profonda negli alberi centenari con le radici che succhiano nel profondo e le fronde che stormiscono e respirano trasformando, negli steli d’erbe mangiarecce, medicinali, fragranti che ci insegnano che già abbiamo tutto, basta solo imparare a riconoscerlo, le sue acque scorrono ricordandoci che non “ci bagniamo mai nello stesso fiume” e incitandoci quindi a celebrare con gioia e presenza l’attimo fuggente che non si ripeterà mai più.

Che cosa in particolare la colpisce del luogo, della gente?

L’essere l’anello di una catena che unisce millenni sempre vivi nell’animo della Tuscia con una nuova era che con una velocità trainata dall’inerzia del proprio movimento, suadente multiforme sviluppando doni di generazioni ma sempre più in superficie non si sa dove porti ma mantiene vive tradizioni, innovazioni creatività millenarie.

Quanto ci vive e che utilità le viene data?

Il più possibile… quasi sempre, vado a Roma molto raramente e non riesco a restarvi a dormire, devo svegliarmi con il cielo che incontra gli alberi.
Abbiamo un piccolo laboratorio “la casa delle erbe”, dove offriamo workshop, un giardino botanico settecentesco con schede botaniche, mitologiche e di medicina popolare (è stato un lavoro complesso che ha richiesto anni e che iniziamo a mettere questo mese), di cui organizziamo visite guidate (anche del giardino simbolico progettato dal grande architetto, classicista ed esoterista Raffaele de Vico negli anni ’20. E un percorso di Terapia con le piante misurato e stabilito dallo scienziato bio-designer Marco Nieri.
2 orti biologici, uno tradizionale e uno sinergico da cui attingiamo per il nostro ristorantino,
3 dimore storiche autentiche in ogni dettaglio che formano una specie di albergo diffuso: Relais Villa Lina (www.relaisvillalina.com)
Facciamo anche seminari di yoga , di fotografia, di cucina tradizionale, di scrittura creativa e chiunque ci contatti con progetti di qualità può portare qui il suo seminario nella nostra bellissima sala multimedia, che era lo studio del mio primo marito, Sandro Chia.

Paola Igliori, scrittrice e fotografa, parole e immagini insieme. Come si coniuga il tutto?

La natura e la vita sono una continua sinergia. I vasi devono comunicare sennò l’acqua non monta di livello, ho pensato che fare libri era un’occupazione molto solitaria e ho incominciato a fare film con lo stesso metodo con cui facevo i libri: un collage organico di vita vera, un labirinto multistrato con entrate a molteplici livelli. La parola e l’immagine insieme toccano profondamente.

Le sue storie sono sempre lontane dai cliché, qual è il libro e il personaggio che a cui è più legata?

John Trudell, fondatore del movimento indiano Americano, Straordinario Essere Umano con il dono di dare orecchie al cuore e di rimembrare l’essenza e il vero potere.

Vuol darci qualche anticipazione del suo nuovo libro?
Si chiama “Red Flower Vision” (scrivo sempre in inglese, più scarno ed essenziale) dedicato a John Trudell.
Un’antologia con tutte le mie poesie, 3 piccole pagine di introduzione ai miei libri, una lunga intervista con Jon Trudell, un’intervista fatta a me da una bravissima giornalista del “Manifesto” Emanuela de Leonardis e un mio Post Scriptum molto personale e visionario, che si conclude con Standing Rock la Resistenza Sioux all’oleodotto quello che sta a significare (Natura o Tored una mia lettera ad Obama appena prima dell’insediamento dell’incubo di Trump). Con 7 bellissime fotografie bianche e nere inedite fatte a 17 anni da mio figlio Filippo Chia, straordinario fotografo.

Cosa ama di più di questa terra, di Ronciglione in particolare?
L’anima antica della Tuscia come un ricordo vivo, lontano e vicino allo stesso tempo, non so se viene da mia madre Angela Lante della Rovere legata alla Tuscia da centinaia di anni (ho scoperto che era stata la famiglia di mia madre a vendere le terre di Vico e Casa Mala nel 1496 ai Farnese per costruire Palazzo Farnese a Caprarola).
Nella nostra cucina comune vi sono tante immagini con frasi di vari capi indiani e di San Francesco, ognuna intitolata Etruschi per Lakota, per Cheyenne etc… queste mi risuonano profondamente vedendo l’invisibile nei loro antri rocciosi.

Cosa vi vorrebbe realizzare?
Quello che si sta realizzando in questo posto di cui sono custode, un posto di resistenza alla compensazione, alla brutalità, alla sopraffazione, un posto di tradizione e innovazione, un posto di tramando, di osservazione, di dedizione, di connessione, di attivazione.

Uscirà ad aprile, su una grande rivista Americana “Departure un articolo dedicato alla Tuscia, e parlerà di noi come “il segreto meglio custodito d’Italia” (E’interessante sapere che quando il proprietario della guida Lonely Planet è stato interrogato sui luoghi più intatti al mondo ha parlato come primo di un’isola credo della Polinesia e come secondo della Tuscia).
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Nella foto: Paola Igliori e il figlio Filippo Chia nella serra del Relais Villa Lina direttore di “Castello Romitorio” cantina di famiglia che ha ricevuto il premio per il “vino rosso migliore delmondo” al London International Wine Challange 2015

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