Paola Guerrini: il teatro evolutivo per far crescere i ragazzi

“Cosa può dire il teatro? Tutto! Il teatro può dire tutto. Sia come gli dei vivono nei cieli; come i reclusi languiscono nelle grotte; come la passione può elevare e l’amore distruggere; come non ci sia spazio per i buoni, e regni l’imbroglio; come ci sia gente che vive nella sua casa, mentre dei bambini vivono nei campi profughi, e altri sono ricacciati nel deserto; come ci si separi dai propri cari. Il teatro può parlare di tutto ciò”.[…]

Facendo sue le parole del regista teatrale russo Anatòlij Vasìl’ev, è questo il teatro per Paola Guerrini,  insegnante di letteratura e storia al Liceo Artistico Midossi di Civita Castellana dallo scorso anno. “ Per me il teatro rappresenta la vita non solo di chi lo fa ma anche di chi lo guarda. È patrimonio di tutti, accessibile a tutti, perché è un linguaggio comune. Come la vita, il teatro è possibilità, valorizza le singole esperienze consacrando la quotidianità dei gesti e cristallizzando le emozioni. Spinge ad interrogarci sugli eventi perché, come affermava Carlo Goldoni, “il Teatro è vita e la vita è Teatro!”.

Dall’incontro fortuito e fortunato con una regista di teatro e psicologa, la dottoressa Adele Caprio, è nato il progetto Teatro Evolutivo al Midossi al quale collabora, rivolto ai ragazzi del triennio. “La dottoressa Adele Caprio ha elaborato questo approccio originale del fare teatro con i ragazzi, metodica che privilegia un lavoro introspettivo rispetto alla recita. Il Teatro Evolutivo, rispetto al teatro d’intrattenimento, fa lavorare i ragazzi su se stessi, ed in un’età critica come quella dell’adolescenza è uno strumento importante perché permette loro di avere risposte alle inquietudini tipiche di questa fase della vita. E parafrasando uno dei nostri ragazzi : “Secondo me dovrebbero farlo tutti, è terapeutico!”.

Il progetto, che partirà al più presto, è in fase di allestimento, e riguarderà una serie di attività che spaziano dalla storia del teatro alla scenografia. “Siamo ancora in fase di progettazione e quindi quanto sto per illustrare è suscettibile di ampie revisioni. In ogni caso ci sarà propedeutica alla storia del teatro, aspetti letterari e architettonici; propedeutica alla recitazione e laboratorio drammaturgico; studio e realizzazione bozzetti di scenografie e grafica; aspetti e pratica del settore tecnico e audiovisivo; allestimento dello spettacolo”.

Ed è stato accolto con entusiasmo dai ragazzi ai quali è rivolto. “La risposta è stata entusiasta soprattutto da parte dei ragazzi che l’hanno già potuto sperimentare lo scorso anno e da coloro che sono rimasti piacevolmente colpiti dal video “Il punto di riferimento”, fruibile su Youtube sul canale della compagnia PoEtica, che i loro compagni hanno realizzato a fine corso”.

Per Paola quindi la scuola ha assolutamente bisogno del teatro, strumento di fondamentale importanza per avvicinare i giovani al teatro, non solo come fruitori, ma anche come protagonisti del “fare teatro” poiché, all’interno di tale attività, essi possono prendere coscienza del proprio mondo interiore e del rapporto con il proprio corpo, imparando ad esercitare un controllo sulle proprie emozioni, superando difficoltà ed insicurezza e spronandoli a potenziare le capacità creative. “È lo stesso MIUR che nelle “Indicazioni strategiche per l’utilizzo didattico delle attività teatrali per l’anno 2016/2017” ha riconosciuto l’enorme importanza del teatro, proponendo un’alfabetizzazione degli studenti al linguaggio teatrale come fruitori di spettacoli, ma soprattutto si invitano tutte le scuole di ogni ordine e grado, a dare agli studenti la possibilità di creare e di mettere in scena spettacoli, evidenziando l’assoluto valore dell’esperienza laboratoriale di teatro in termini di traguardi, di competenze e di lavoro interdisciplinare”. 

 

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