Palazzo delle Poste Viterbo: identificato autore statua Telegrafo

Ha un nome l’autore della statua de “Il Telegrafo” posta sulla facciata del Palazzo delle Poste di Viterbo in via Ascenzi. Si tratta di Emanuele Manasse, uno scultore rumeno a cui, nel 1936, il Servizio Lavori del Ministero delle Comunicazioni assegnò il compito di realizzare una delle due statue del Palazzo delle Poste.

Viene così risolto il “giallo” legato alla paternità della statua il cui interesse si è riacceso lo scorso aprile durante le celebrazioni per l’80° anniversario della fondazione dello storico Palazzo. Da un lato coloro che la assegnavano al Canevari, dall’altro quelli che la attribuivano al Nagni.
Le ricerche condotte da Poste Italiane hanno portato alla scoperta del vero autore della statua individuando il Manasse come nome terzo rispetto ai due scultori, Canevari e Nagni, e ponendo la parola fine alla discussione.
Le prime tracce in Italia dello scultore rumeno risalgono al gennaio 1927, quando risulta iscritto alla Scuola Libera del Nudo dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Il suo nome qui è Emanuele Manase. In documenti successivi l’artista è individuato come Manolache Manase, fino a diventare Emanuele Manasse a seguito di un’italianizzazione completa del nome avvenuta nel 1934.
Ed è con quest’ultimo nome che lo troviamo menzionato nel documento della Confederazione Fascista dei Professionisti e degli Artisti sulla determinazione – da parte del Servizio Lavori del Ministero delle Comunicazioni – a dare a due diversi artisti l’incarico di esecuzione delle due statue del palazzo delle Poste di Viterbo.

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