Ombre Festival, seconda edizione con filo conduttore l’omertà

Per la seconda edizione di Ombre Festival, affermano gli organizzatori, “abbiamo pensato di seguire il filo conduttore dell’omertà che avvelena l’esistenza di buona parte del nostro Paese e su cui l’Associazione Romiti proverà a gettare un po’ di luce. Oriana Fallaci diceva che vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre. Martin Luther King aggiungeva che nella nostra generazione ci pentiremo non solo per le parole e per le azioni delle persone cattive, ma per lo spaventoso silenzio delle persone buone. Ciò porta a riflettere sul fatto che la cultura o la sub cultura dell’omertà, risulta fondante in buona parte dell’essenza umana perché se è vero che non esiste un mafioso senza l’omertà, si può tranquillamente affermare che l’omertà può esistere senza che ci sia necessariamente la mafia. C’è una innata paura nell’uomo nell’esporsi che deriva dalla paura di ricevere un danno irrimediabile, con conseguenze che potrebbero intaccare il suo vivere quotidiano. Non è facile troncare questo maledetto anello di congiunzione, chi ha tentato in passato ha pagato sulla pelle le conseguenze di una sfida che ancora oggi, sembra impossibile da vincere. È accaduto a Falcone, a Borsellino a cui dedicheremo l’intero festival, ma anche a tanti altri servitori dell’Italia”.Non prendete impegni, presto arriva il programma.

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