“Olimpiadi Roma Capitale 2024”: si candidano Viterbo Latina Frosinone Rieti

Ecco il documento con oggetto “Olimpiadi Roma Capitale 2024” presentato lunedì 26 a Rieti alla presenza dei quattro sindaci dei comuni capoluogo di provincia: Leonardo Michelini per Viterbo, Nicola Ottaviani per Frosinone, Damiano Coletta per Latina e Simone Petrangeli per Rieti. Il documento è stato quindi inoltrato al sindaco di Roma Virginia Raggi, al consiglio comunale capitolino e al presidente del Coni Giovanni Malagò.

I sindaci delle città capoluogo del Lazio, Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone, allo scopo di non perdere la favorevole opportunità per il Paese di organizzare le Olimpiadi in Italia nel 2024, chiedono al sindaco di Roma, On. Virginia Raggi, ai Consiglieri del Comune di Roma e al Presidente del Coni, ognuno per le proprie competenze, di considerare quanto segue:

secondo quanto appreso a margine della recente conferenza stampa, il Sindaco di Roma ha espresso la propria contrarietà alla celebrazione delle “Olimpiadi di Roma 2024”, non certo per la mancata condivisione dello spirito olimpico e dei valori dello sport, ma semplicemente per evitare che il Comune di Roma contragga nuovi debiti ritenuti non sostenibili, e per la complessità della macchina organizzativa dell’evento, non compatibile con l’attuale struttura organizzativa capitolina, anche al fine di rispettare le necessarie regole di trasparenza connesse ad un evento di tale importanza.

Dunque, in considerazione del fatto che le Olimpiadi, secondo il regolamento del Comitato Olimpico Internazionale e la prassi, vengono solo formalmente assegnate ad una città, ma di fatto coinvolgono l’intera nazione di riferimento, con ritorno economico e sociale evidenti per quest’ultima, allora potrebbe essere adottata una soluzione che, da una lato, non comporti oneri per il comune ospitante e, dall’altro, permetta alla nazione di effettuare i richiesti investimenti.

Infatti, passando dalla formula delle “Olimpiadi di Roma 2024”, a quella delle “Olimpiadi di Roma Capitale 2024″, proprio perché Roma non è soltanto un Comune, ma è anche la Capitale del Paese, allora tutto l’evento potrebbe essere gestito direttamente dallo Stato, per il tramite del Governo o di un commissario straordinario, nel pieno rispetto della previsione normativa contenuta nell’ultima parte dell’art.114 della Costituzione.

Al sindaco di Roma ed al Consiglio comunale, quindi, anche in sede di adozione della preannunciata e ormai prossima mozione o delibera, da parte dell’assemblea capitolina, si chiede soltanto di non ostacolare la elaborazione di tale soluzione, nelle forme ritenute più opportune, che potranno contemperare le diverse esigenze in gioco.

I sindaci del Lazio, a cominciare delle città capoluogo, potranno fornire il supporto istuzionale, per ogni eventuale atto amministrativo che dovesse risultare utile o necessario, nei rapporti con Regione e Governo.

Del resto,l’evento delle ‘”Olimpiadi di Roma Capitale 2024” costituirebbe l’effettiva coniugazione del principio dell’area metropolitana, fino ad ora oggettivamente rimasto inattuato, che in altre realtà europee, come Parigi e Londra, comporta il coinvolgimento sociale ed economico dei territori distanti fino a 200 Km dal nucleo centrale della relativa capitale.

I territori delle città capoluogo del Lazio, unitamente al Paese, in special modo in momenti di stagnazione economica come quello attuale, non possono permettersi di rinunciare a concorrere alla ripartizione di quota parte degli oltre sei miliardi di Euro di investimenti, stimati anche dai recenti studi di Confindustria, che prevedono anche l’attivazione di circa 178.000 nuovi posti di lavoro, negli otto anni di preparazione ed effettuazione dell’evento sportivo.

Al Presidente del Coni, Giovanni Malagó, infine, si chiede di valutare la percorribilità della soluzione alternativa tracciata in epigrafe, nella convinzione che le “Olimpiadi di Roma Capitale 2024” possano rappresentare una ragionevole sintesi, rispetto alle posizioni attualmente emerse che, in assenza di altre opzioni, finirebbero per pregiudicare l’interesse pubblico e la valorizzazione delle risorse del nostro Paese.

I sindaci di Viterbo, Rieti, Frosinone e Latina

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