“Nuovi media e vita quotidiana”: un viaggio dall’800 ai Social

L’Università della Tuscia conferma la sua presenza tra gli appuntamenti di Civitonica 2014. Partner storico dagli albori della manifestazione culturale, anche quest’anno l’ateneo viterbese non è mancato di proporre un argomento interessante dedicato soprattutto alle nuove generazioni. Si è svolta infatti il 18 novembre, presso l’Aula Magna dell’istituto Midossi di Civita Castellana, una lezione dal titolo “Nuovi media e vita quotidiana” tenuta dal professor Giovanni Fiorentino, docente di Teoria e Tecnica dei Media e Sociologia dei consumi e pubblicità presso l’Università degli Studi della Tuscia.

All’appuntamento hanno partecipato diverse classi degli istituti superiori di Civita Castellana, il vicesindaco Giancarlo Contessa e i promotori di Civitonica 2014.

Più che una lezione, il professor Fiorentino ha fatto vivere ai ragazzi un vero e proprio viaggio nella storia della comunicazione, a partire dalla fine dell’800 industriale fino ai giorni nostri, utilizzando lo straordinario strumento del cinema. La lezione è stata infatti scandita dalla visione di quattro frammenti cinematografici ognuno dei quali ha messo in evidenza i mezzi di comunicazione simbolo di una precisa epoca storica. Con la visione dei quattro spaccati cinematografici il prof. Fiorentino ha voluto sottolineare l’evoluzione che i mezzi di comunicazione di massa hanno vissuto e vivono tutt’oggi in maniera molto più rapida rispetto al passato, divenendo mezzi che ci vedono attivi creatori di contenuti la cui logica principale è quella della condivisione.

La visione è partita con “Dracula”, romanzo scritto dall’irlandese Bram Stoker nel 1897. La scena prescelta, ambientata in una Londra di fine ‘800, è stata quella del cinematografo per sottolineare come in quell’epoca i mezzi di comunicazione erano incentrati sullo sguardo, sulla visione, creando nello spettatore un effetto sconvolgente in quanto vedeva nel cinematografo una forma di realtà tridimensionale. Il cinema era anche un modo per andare oltre lo spazio e il tempo, una sorta di fuga attraverso gli occhi e lo sguardo.

La maturazione dei mezzi di comunicazione di massa degli anni ’20 e ’30 ha portato alla ribalta la radio, mezzo in grado di trasportare la comunicazione ovunque, fin nelle abitazioni private, e consentire all’ascoltatore di viaggiare con l’immaginazione nello spazio privato della casa. Siamo quindi nella fase della comunicazione familiare che il prof. Fiorentino ha cercato di far comprendere ai ragazzi con la visione di  una scena di “Radio Days”, film del 1987 diretto da Woody Allen incentrato negli Stati Uniti degli anni ’30, dove gli abitanti di una casa conversano tra loro accompagnati dal sottofondo delle trasmissioni radiofoniche.

Piano piano ci avviciniamo a giorni nostri. E dopo il cinematografo e la radio, la lezione si è spostata sulla fase della comunicazione attraverso la quale lo spettatore ha iniziato a scegliere su quali contenuti focalizzare la sua attenzione. Quindi da fruitore passivo diventa fruitore attivo e questo attraverso l’avvento della tv e del telecomando. La scena prescelta per far capire questo fondamentale passaggio proviene da “Matrix”, trilogia di fantascienza del 1999 scritta e diretta da Lana e Andy Wachowski.  La scena è quella della battaglia che l’umanità sta combattendo contro le macchine intelligenti che ha costruito all’inizio del ventunesimo secolo. Ed è Morpheus a trasportare Neo, il programmatore di computer Thomas Anderson, dalla realtà simulata nel quale ha abitato (Matrix) alla realtà nella quale si sta svolgendo la battaglia, tutto questo attraverso un telecomando ed una tv.

L’ultimo trailer è stato “The Social Network”, film del 2010 diretto da David Fincher. La scena scelta è quella  di quando Mark Zuckerberg inventa nel 2004 Facebook, il social network più famoso al mondo. Si arriva quindi alla fase in cui le immagini e i testi non vengono diffusi solo dai mezzi di comunicazione di massa ma tutti noi possiamo creare dei contenuti, testi scritti, fotografie, video, diventando un anello di quell’immensa rete digitale la cui logica principale è quella della condivisione. Oggi comunicare significa postare su Facebook, o su qualsiasi altro social network, la propria vita.Il social network ha totalmente aperto e modificato le frontiere della comunicazione digitale: integra in un solo “contenitore” vari servizi: il profilo dell’utente, il blog, la musica, la gallery fotografica, la community, creando delle piazze virtuali attraverso le quali relazionarci con gli altri e diventando prerogativa indispensabile dei rapporti interpersonali della vita quotidiana e professionale.

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