Nuove prospettive nelle malattie respiratorie: convegno all’Unitus

Da giovedì 4 a sabato 6 di maggio, presso l’aula magna dell’Unitus si svolgerà il settimo convegno nazionale della Tuscia, Nuove prospettive nelle malattie respiratorie. L’iniziativa è realizzata da Aipo, Associazione italiana pneumologi ospedalieri, con il patrocinio della Asl di Viterbo.

Il convegno è stato pensato per rispondere all’esigenza di affrontare i temi “caldi” della pneumologia in una fase di mutamento dello scenario della sanità, con l’esigenza di razionalizzare la spesa sanitaria attraverso la riduzione dei ricoveri ospedalieri, il rinnovamento della tecnologia e il telemonitoraggio del paziente. Durante la tre giorni di lavoro verranno trattati temi di estrema attualità come le responsabilità sociali e medico legali legate alla diagnosi, all’impostazione di una terapia e al giudizio medico/legale come nel caso dell’apnee ostruttive del sonno e della sonnolenza diurna.

“Le malattie respiratorie croniche, come la Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva) – spiega il responsabile scientifico dell’evento e direttore dell’unità di Pneumologia della Asl di Viterbo, Patrizia Scavalli -, sono malattie largamente diffuse che richiedono una gestione integrata non solo fra specialisti e medici di medicina generale, ma anche fra tutti coloro che prendono in carico il paziente. Essendo sottodiagnosticate e sottostimate comportano elevati costi socio economici e, se non precocemente trattate, evolvono verso forme più gravi fino all’insufficienza respiratoria.”.

Durante i convegno, tra l’altro, si parlerà anche di sindrome della apnee ostruttive del sonno (OSA), patologia cronica anch’essa sottostimata, che ha un pesante impatto nella vita quotidiana, nella performance lavorativa, nei rapporti sociali e sulla guida per la eccessiva sonnolenza diurna correlata a tale sindrome.

“Centrale nel confronto tra i numerosi professionisti del settore che interverranno – conclude Scavalli – sarà il focus che dedicheremo alla tecnologia che sta velocemente modificando la trasmissione di informazione e di dati in ambito sanitario. Gli esami spirometrici e le immagini radiologiche, ad esempio, possono facilmente e velocemente viaggiare fra diversi operatori sanitari (teleconsulto) e dai pazienti al loro domicilio agli operatori sanitari (telemonitoraggio). Questi nuovi sistemi costituiscono parte integrante delle nuove reti di gestione ospedale-territorio per la cura delle patologie croniche, sia attraverso la creazione di database condivisi su portali web, sia attraverso nuove forme ultraveloci di consulto fra i medici di medicina generale e gli specialisti e fra gli specialisti stessi. Inoltre saranno messi a disposizione dei malati anziani affetti da patologie croniche e di chi li assiste nuove modalità di accesso alla diagnostica strumentale attraverso la telefonia fissa o mobile, le nuove app da scaricare sui cellulari e gli Ipad. Poter attivare il monitoraggio telematico domiciliare per i malati più complessi apre nuove prospettive di deospedalizzazione in sicurezza per pazienti cronicamente gravi, con grandi vantaggi potenziali non solo per la riduzione dei costi, ma per la qualità di vita dei pazienti”.

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