Nella Tuscia Economia in chiaro scuro, reggono ceramica agricoltura e turismo

Luciano Costantini

Andamento in chiaro scuro con una dinamica lievemente migliore rispetto allo scorso anno. Sintesi della sintesi del 17° Rapporto sull’economia della Tuscia viterbese. Anno 2016. In sostanza, uno scenario piatto. Ma analizzando in maniera più approfondita i numeri emerge verosimilmente uno quadro preoccupante – comunque ancora preoccupante – perché i segnali incoraggianti arrivano quasi esclusivamente dall’agricoltura e dal turismo, oltre che dall’industria ceramica che del resto si conferma come il settore trainante da almeno due anni. Anzi, è quello che è riuscito a far mantenere il segno più sull’intero export della provincia. “Il sistema economico della Tuscia – si legge nel rapporto presentato alla Camera di Commercio – è più simile a quello di alcune zone del Meridione che a quello nazionale”. Solo il +1% di Pil (rispetto al +0,8% del 2015) a fronte del +1,50% di quello nazionale. Il reddito pro capite di un viterbese è di 18.600 euro contro i 24.700 degli italiani. L’export che per anni ha rappresentato l’autentico salvagente per non affondare nella crisi, fa registrare una flessione del 4,4%, soprattutto nel comparto agroalimentare (-11,8%) e in quello del tessile-abbigliamento (-20,2%), mentre la ceramica continua a viaggiare con il vento in poppa (+12,1%). La frammentazione del sistema imprenditoriale evidentemente non facilità il fatturato e accentua il dramma della disoccupazione. Il tasso dei senza lavoro arriva al 14,9% contro l’11,1% rilevato a livello nazionale. Ma è quello giovanile ad aggravare il quadro: 43,7% per i maschi e 48,7% per le femmine. Scarse possibilità di impiego e famiglie e aziende che stringono la cinghia come sembrerebbe di capire dalla quantità di impieghi bancari che scende e dei depositi che invece cresce e che starebbe a testimoniare la scarsa fiducia nel futuro. Anche perché sale il numero delle imprese che non riesce a restare sul mercato. Il commercio al dettaglio arretra paurosamente mentre riescono a resistere ed anzi crescono le imprese impegnate nell’agricoltura. “Ecco dunque – spinge il presidente della Camera di Commercio, Domenico Merlani – la necessità di fare rete, di affondare sugli acceleratori della crescita, approfittando anche della riorganizzazione del sistema camerale che nel prossimo futuro vedrà la Cciaa di Viterbo lavorare insieme a quella di Rieti. La nostra cancellazione è stata scongiurata ed ora partiamo per una nuova sfida”. Che non sarà facile vincere. “In quanto la situazione – riconosce il segretario generale Francesco Monzillo – è sotto gli occhi di tutti ed è complicata, pure se i segnali che arrivano dai primi tre mesi del 2017 autorizzano a credere a una inversione di tendenza”. Ognuno, insomma, come spesso banalmente si ripete, dovrà fare la propria parte. “Ma attenzione – avverte il sindaco Leonardo Michelini – a non attribuire alla politica responsabilità e ruoli che non le competono o le competono solo in parte. Noi alcuni risultati li abbiamo portati a casa, per esempio incrementando di oltre il 15% il fatturato del turismo nel primo trimestre di quest’anno”. Come dire, a ognuno il suo.

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