Nasce il Corso di Comunicazione, tecnologie e culture digitali

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Un corso di laurea che formi le figure professionali richieste dal mondo del lavoro, è questo l’obiettivo di Comunicazione, tecnologie e culture digitali, nato dalla collaborazione stipulata tra Università della Tuscia e Gruppo Editoriale L’Espresso nell’ambito del corso di laurea in Scienze delle Comunicazioni. “Abbiamo cambiato nome al corso di laurea e ampliato e arricchito i contenuti – ha spiegato il rettore Alessandro Ruggieri durante la conferenza che si è tenuta giovedì 16 luglio – per creare figure professionali che rispondano alle esigenze del mercato, per questo è partita la collaborazione con questo gruppo importante lo scopo della quale è mantenere gli obiettivi formativi coerenti con quelle che sono le esigenze del lavoro’’.

Questo prevede anche dei cambiamenti per quanto riguarda l’erogazione della didattica: “Accanto ai nostri docenti, ci sarà una parte didattica erogata – attraverso laboratori, seminari, lezioni frontali – da persone esterne all’Ateneo che possono dare un contributo aggiuntivo in termini di esperienza e di capacità di leggere le esigenze del mondo del lavoro in modo diverso rispetto a un professore” ha spiegato Ruggieri. Si tratta di una collaborazione a costo zero, un investimento da parte di entrambi con lo scopo di formare studenti in grado di rispondere alle esigenze del mercato. “Si parte così – ha aggiunto il Rettore – ma poi il raggio di azione di stage e tirocini si indirizzerà verso tutto quel mondo delle tecnologie digitali che non comprende solo i giornali e l’editoria ma anche altri ambiti della comunicazione” ha concluso.

A rappresentare il Gruppo L’Espresso c’era Pier Paolo Cervi, direttore Generale della divisione digitale: “La nostra collaborazione nasce dall’esigenza di creare figure professionali specifiche: il tema è molto concreto specie perché il connubio tra comunicazione e tecnologia è fondamentale – ha spiegato Cervi – in questo modo sarà possibile per le aziende trovare le figure professionali che cercano, per gli studenti trovare un’occupazione in linea con i propri studi”.

Gli studenti avranno inoltre la possibilità di fare stage e tirocini all’interno del Gruppo L’Espresso: “Dal punto di vista pratico stiamo lavorando per far collaborare corpo docente con la nostra azienda nel definire i contenuti di rilievo – ha spiegato Cervi – per questo ci saranno esperienze formative, contributi in aula dei nostri esperti, oltre a stage e tirocini che partiranno alla fine delle lezioni’’ conclude Cervi.

Presente alla conferenza anche Luca Badaloni, responsabile dell’area di architettura dell’informazione della divisione digitale del Gruppo Editoriale L’Espresso: “Questa collaborazione rappresenta un’opportunità per creare un percorso che produca un’ibridazione delle competenze tecnologiche e umanistiche in maniera strutturata e profonda – ha dichiarato Badaloni – in maniera tale che questa conoscenza sia pronta per essere impiegata nel mondo del lavoro”.

Come è nato il progetto? Grazie alla collaborazione di Luca Tomassini, presidente e Fondatore di Vetrya, azienda che opera nel campo dell’innovazione attraverso lo sviluppo di soluzioni, applicazioni e piattaforme tecnologiche per digital communication, e che collabora con l’Università della Tuscia da anni. Tomassini si è fatto promotore dell’iniziativa e collaborerà attivamente al progetto: “Come tutte le aziende che operano nel digitale, abbiamo la necessità di risorse umane formate e vicine alle attività di sviluppo e comunicazione – ha spiegato – è per questo che questa convenzione per noi è importante: inoltre l’Università della Tuscia e il Gruppo L’Espresso sono due eccellenze e siamo certi che sarà un progetto davvero fondamentale”. Anche Vetrya metterà a disposizione, all’interno del suo campus, aule e laboratori affinché gli studenti possano applicare le competenze acquisite.

“Quella di oggi è sicuramente una ‘best practice’ nell’ambito dell’interazione tra la formazione università e il mondo delle imprese – ha dichiarato Alessandra Moscatelli, direttore generale dell’ateneo viterbese, in coda alla conferenza – A partire dal necessario adempimento della normative sul confronto tra università e parti sociali in fase di programmazione dell’offerta formativa, il nostro ateneo è riuscito a creare, virtuosamente, una forte opportunità per gli studenti”.

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