Nati qui/ Vincenzo Cardarelli, poeta del ricordo

Cardarelli

Tarquinia, 1° Maggio 1887 – nasce Nazareno Cardarelli, in arte Vincenzo Cardarelli. Figlio illegittimo, ebbe un’infanzia dolorosa per la mancanza della madre, cacciata di casa quando il poeta era ancora piccolo. Cardarelli vestirà fin da subito l’abito del “poeta del ricordo”: decide di firmarsi col cognome della madre per tramandarne la memoria. E il Ricordo diventa tema principale della sua poetica: solo lui ci appartiene veramente, è saldo, ci permette di rivivere l’incanto d’un momento e ci garantisce odori e stagioni d’un tempo vissuto. «Nel mio ricordo» scrive «tutto è fermo, incantato. Anche il vento»: nella nostra memoria ci sono vere e proprie fotografie di attimi che vorremmo non passassero mai, simboli nei quali proiettiamo dei significati profondi e nascosti; sono quegli istanti che si condividono con le persone che si amano, i momenti che ricorda Cardarelli. E intrecciati insieme, i ricordi, che danno vita al nostro passato, sono ombre troppo lunghe/del nostro breve corpo, sono strascico di morte/che noi lasciamo vivendo; tessuti insieme creano “certezza” e quando la memoria viene meno, questa si fa spietata, perché cancella gli istanti della nostra vita, concedendoli al tempo, precipitoso e lieve, che ci raggiunge. E il poeta, passando in rassegna i suoi ricordi, si accorge che i giorni si sono accatastati ai giorni e che è l’amore che brucia la vita e fa volare il tempo.

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