Morucci: Italian Film Festival di Berlino, la Tuscia in copertina

Mauro Morucci

E’ appena tornato da Berlino dove ha presentato l’11 febbraio presso Il kino Berlin la seconda edizione dell’Italian Film Festival Berlin in programma dal 2 al 4 ottobre 2015 nella capitale tedesca. Il suo festival.Lui uomo dalle mille risorse, sovrintende creativamente e logisticamente la rassegna in tutte le sue fasi. Una  figura di imprenditore  o ancora di intellettuale-artista  che cerca  di volta in volta il terreno  propizio dove trovare i mezzi e il modo migliore di comunicare con enti, istituzioni, e  massa di spettatori, per  continuare a creare spettacolo elevando la qualità,  facendo puntare i riflettori sulla Tuscia. Lui è Mauro Morucci che senza omettere  la sua viterbesità ci riporta il suo racconto di viaggio, che non manca di un avvertimento alla Tuscia: damose da fa.

“Organizzare un festival cinematografico a Berlino mi sembrava – tre anni fa, quando ho iniziato a pensarci – quasi un tentativo utopico. Poi ci ho provato ed è stato (lo giuro) molto più facile e gratificante che farlo in Italia.

All’inizio in Germania non ti si fila (giustamente) nessuno ma appena porti a casa qualche risultato la musica cambia. Abbiamo fatto degli errori e sbagliato alcune scelte ma l’ottimo e immediato riscontro di pubblico ci ha fatto capire subito di essere sulla giusta strada.

L’Italian Film Festival di Berlino ha grandi potenzialità e può rappresentare anche un efficace strumento di promozione. Spero (mi auguro) soprattutto per il nostro territorio. Limitarci a fare assaggiare ai romani i piatti della Tuscia potrà portare qualche vantaggio nel breve ma, in prospettiva futura, non credo cambierà molto le cose.

Gli italiani di Berlino hanno poi una marcia in più (almeno quelli che abbiamo conosciuto e che collaborano con noi). Gente intorno ai trenta/quarant’anni che si è messa in gioco e si è andata a ricercare uno spazio a un migliaio di chilometri da casa.

Quando poi cerchi di spiegare ai tedeschi dove sta e cosa è la Tuscia e ti rendi conto che – al di là delle chiacchiere – quasi nessuno lo sa e non esiste un riferimento, un sito multilingue, un qualcosa in grado di mostrarla al mondo in modo decente (utilizzare quello che c’è attualmente sarebbe controproducente), capisci che siamo proprio all’anno zero. Che se da una parte non è il massimo, dall’altra significa che c’è molto fare. E questo mi piace.

Detto questo, parliamoci chiaro. Vivere in un posto dove la temperatura ruota intorno allo zero per dieci settimane all’anno non si augura a nessuno e tra Herta Berlino e Lazio non c’è paragone. Insomma, damose da fa”.

E seguiteci su www.italianfilmfestivalberlin.com.

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