Monterubiaglio. La Vecchiarella, una befana che chiede

Vecchiarella a monterubiaglio

Al confine tra Lazio e Umbria, in direzione di Orvieto, c’è un piccolo borgo con non più di 800 abitanti, che si conoscono tutti tra loro. Sono tutti così uniti da esser riusciti a mantenere da oltre 100 anni, una tradizionale festa per il giorno dell’Epifania.

E’ la festa della “Vecchiarella”. Non la solita befana che passa per le case a lasciare doni ai bambini, ma lo spirito di un defunto che la sera della vigilia dell’Epifania, vaga per le vie di Monterubiaglio, bussando alle porte, chiedendo, invece di donare.

Se in origine questa Vecchiarella passava per chiedere alle famiglie le uova per i dolci pasquali, ora bussa alle porte, seguita da una sfilata di cantori, chiedendo soldi per la ProLoco o per la celebrazione delle Messe.  Addirittura, oggi la Vecchiarella non è solo una, ma viene interpretata da 3-4 giovani, vestiti di bianco e accompagnati da ragazzi che cantano e suonano la fisarmonica, in attesa che chi apre loro la porta, possa offrire anche un bel bicchier di vino per scaldare gli animi.

Così, nel piccolo paesino, dopo aver fatto i giri per le varie viuzze, la Vecchiarella e i suoi seguici si radunano nella piazza principale, intorno ad un grande falò, dove per tradizione ardono i vizi e i peccati degli uomini, e dove, aggiungiamo noi, si cuociono salsicce e ventresca.

Nonostante questa versione avara della befana, che non dona ma chiede, la Vecchiarella riesce a regalare ogni anno felicità e calore agli abitanti di Monterubiaglio e a quanti accorrono a vederla.

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