Moni Ovadia a Civitonica con Il coniglio di Hitler

Si terrà lunedì 28 novembre alle 18 a Civita Castellana, presso la Curia Vescovile in piazza Matteotti, la presentazione di Il coniglio di Hitler e il cilindro del demagogo, il libro di Moni Ovadia che lo presenterà al pubblico in occasione di Civitonica.

Moni Ovadia raccoglie riflessioni scomode che smascherano inquietanti connessioni tra il nazismo di ieri e quello di oggi. Il volume è innanzitutto una lezione di storia, un ripasso contro la memoria corta delle false coscienze. Si parte con una domanda che esige una risposta univoca ed esaustiva: Chi è stato Adolf Hitler? Una risposta Ovadia la ricava da un testo di Zvi Kolitz, Yossl Rakover si rivolge a Dio: “Non è vero che Hitler ha in sé qualcosa di bestiale, è un tipico figlio dell’umanità moderna, ne sono profondamente convinto. È stata l’umanità a generarlo e a crescerlo, ed egli è il più sincero interprete dei suoi intimi e segreti desideri”.

Moni Ovadia nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche, ha dato avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi, via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un teatro musicale assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il vagabondaggio culturale e reale proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell’immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI