Il Milk pronto per una stagione davvero intrigante

Cristiano Politini

È settembre ormai inoltrato: Viterbo riprende i suoi regolari ritmi dopo le ferie e i grandi caldi estivi. La vita lavorativa, quella culturale e dell’intrattenimento, anche notturno, ritorna a essere cuore pulsante del fermento cittadino.
Tra i locali pronti a ripartire c’è il Milk, club situato in via Mariano Romiti a ridosso di Porta Romana, una delle porte d’ingresso della città capoluogo della Tuscia.
Abbiamo incontrato i giovani proprietari del club, dove passano per lo più ragazzi tra i 20 e i 35 anni, e tra piani futuri e proposte per rilanciare la città c’è una richiesta precisa all’amministrazione comunale. Cominciamo dagli inizi…

Come è nato il Milk?

Il Milk, quando venne pensato, voleva rappresentare una ventata di novità ed essere un club che puntasse sulla qualità sonora e non solo su un paio di arredi. Nacque nel giro di pochi mesi estivi: quella che sembrava una pazzia diventò realtà in un solo mese e mezzo. A oggi la società ha assunto un assetto molto differente da quello iniziale: alcuni soci sono andati e altri sono arrivati e siamo comunque una società giovanissima. Infatti, il più piccolo ha ventidue anni e il più grande ne ha trentuno.

La discoteca come luogo di aggregazione non riscuote più l’interesse di un tempo. Per il Milk è così?

Il problema principale rimane la crisi. Oggi non esiste un’attività sicura, però il Milk funziona ancora con la sua formula di ambiente dove i clienti possono trascorrere una serata spensierata tra le mura di un club che propone musica di grande qualità internazionale e in un ambiente tranquillo.

L’utilizzo delle nuove tecnologie e media può essere significativo?

Il web e i social portano vantaggi e svantaggi. Si è perso il contatto umano col cliente nel bar a vantaggio di una pubblicità che arriva a tutti ma che, allo stesso tempo, è più fredda. al tempo stesso è innegabile la funzionalità della comunicazione 2.0.

 

Da chi è frequentato maggiormente il vostro locale?

Il nostro locale è molto frequentato dai viterbesi, però non mancano persone provenienti dalla provincia. Quest’ultima fetta di clienti è una spinta necessaria per un club cittadino.

 

Per gli universitari avete creato degli appuntamenti dedicati?

Sì, da anni proponiamo un format molto collaudato, il mercoledì: “College”. In questo appuntamento universitario ci proponiamo, attraverso agevolazioni, di intrattenere studenti nel nostro club.

 

Siete in riapertura: cosa proponete?

La nuova stagione sarà davvero intrigante. Stiamo già lavorando per portare profili di alto livello nel nostro club nelle serate di sabato. Torneremo a proporre ogni mercoledì il “College” e, inoltre, il venerdì lasceremo spazio al latino-americano. Il tutto chiaramente verrà sponsorizzato e incanalato attraverso i social, ormai strumento propulsivo irrinunciabile.

 

Cosa chiedereste in supporto agli amministratori per fornire un’offerta qualificata e competitiva, utile a migliorare la città e a riavviarla, rilanciando il turismo?

Bella domanda. Prima di tutto serve cominciare a osservare il mondo della notte con occhi diversi poiché è una risorsa importante. Dar vita a un grande evento significa dare lavoro e far confluire la provincia a Viterbo. Si potrebbero creare molteplici convenzioni tra bar, ristoranti, club e strutture ricettive. Per fare tutto ciò, però, devono esserci le volontà e le condizioni di una collaborazione sinergica in cui si crede tutti insieme.

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